Zverev e il fratello respinti da un locale a Roma: “Trattati come imbucati. Una scena incredibile”

Quando non sono impegnati al Foro Italico, i tennisti protagonisti agli Internazionali d'Italia si godono Roma. Non è difficile trovare i giocatori alle prese con momenti di relax nei locali più tipici della Città Eterna. Non mancano anche i fuori programma, come quello accaduto a Zverev che nonostante la sua popolarità non è stato riconosciuto e ha rischiato seriamente di non poter entrare. Una situazione molto particolare che è stata raccontata da Andrea Ruggeri durante il podcast TennisTalker.
Zverev e il fratello non vengono riconosciuto e restano fuori da un locale a Roma
Come tanti suoi colleghi anche il tennista numero 3 del mondo si è concesso una serata di svago in compagnia del fratello Mischa, anche lui ex tennista, e un altro amico in un noto ristorante romano. Le cose però non sono partite bene, visto che gli addetti ai lavori non hanno capito inizialmente chi fossero. L'ex deputato ed editorialista Ruggeri, grande appassionato di tennis, ha raccontato: "A Roma adesso i tennisti stanno tutti nello stesso chilometro quadrato. I posti sono quelli lì e li frequentano da anni. Sono andato a cena da Zuma Rome in terrazza verso le 22:15 , e sotto all'ingresso ho trovato una scena incredibile: Alexander Zverev con suo fratello Mischa Zverev e un loro amico, ‘segati' (ovvero bloccati, ndr) all’ingresso".
Il racconto della situazione surreale nel popolare locale
Probabilmente infatti se chi lavorava nel locale avessero riconosciuto il tennista che tra l'altro ha vinto il torneo di Roma nel 2024, avrebbe sicuramente avuto per lui un occhio di riguardo trovandogli subito un tavolo. Ruggeri ha parlato di scene imbarazzanti: "Quelli di Zuma invece non ci hanno messo molto a fare una figuraccia, perché non avevano riconosciuto che fossero Alexander Zverev e suo fratello. Li stavano rimbalzando come degli imbucati. E poi questo inglese romano fantastico: ‘I’m so sorry, you cannot come in because you don’t have a reservation’. Io ero lì accanto e pensavo: ma che figura di me..a".
L'educazione di Zverev nonostante l'incidente a Roma
A quel punto ecco l'intervento di Ruggeri che ha provato ad aiutare i tennisti: "Loro continuavano: ‘Ma possiamo entrare almeno a bere qualcosa?’. ‘No, no, it’s impossible. The bar will open at 11 o’clock’. Allora intervengo e faccio: ‘Guardate che stanno con me, io ho una prenotazione sopra, fateli salire’. Superiamo il primo checkpoint, arriviamo al secondo. C’è pure il doppio controllo, sembra di entrare a Buckingham Palace. Arriva questa hostess: ‘Scusi, ma lei ha una prenotazione per due persone’. E io: ‘Sì, ma adesso siamo cinque. Sono amici miei, li ho incontrati in albergo e gli ho detto di venire a cena. Ma secondo voi di lunedì sera qui è pieno?’. Lei: ‘Eh, non lo so, devo chiedere’".
Curioso come nessuno dei loro interlocutori abbia mai avuto il dubbio che di fronte potessero avere dei personaggi pubblici. Lo stesso Zverev è sembrato perplesso: "Lui non passava inosservato: due metri, bellissimo, gentilissimo, educatissimo, imbarazzatissimo. Però senza mai far pesare niente. Alla fine saliamo su e lui mi chiede: ‘Ma perché c’è tutto questo problema per entrare?’. E io: ‘Guarda, purtroppo… è Roma. Deve migliorare un po’’. Poi gli ho detto: ‘Stasera è lunedì, qui non c’è molto da fare. Quando giochi venerdì, esci giovedì sera e qualcosa trovi’. A fine serata sono pure venuti a ringraziarmi. Ragazzi gentilissimi davvero. Però vedere trattare così uno che aveva giocato la finale con Jannik Sinner a Madrid due giorni prima mi sembrava assurdo. Lui aveva appena perso la finale e probabilmente voleva solo distrarsi un po'".