Lorenzo Musetti duro: “A Roma scommettitori ovunque, è chiaro che c’è chi gioca. Dobbiamo cacciarli”

Che il tennis abbia un problema con le scommesse è cosa nota, e da tempo. A Roma l'argomento è di tendenza. Anche quest'anno gli scommettitori hanno dato vita a uno spettacolo indegno, è accaduto già nel torneo delle qualificazioni. L'aumento del costo dei biglietti non è servito ad escludere dal Foro Italico chi ama scommettere sul tennis. Il tema è noto, a parlarne però sono sempre stati finora solo addetti ai lavori e appassionati. Ma per la prima volta con forza si fanno sentire anche tennisti di alto livello. Così è stato agli Internazionali con Lorenzo Musetti ed Elina Svitolina.
Musetti: "L'ATP deve aumentare la sicurezza"
Dopo aver vinto in modo eroico contro Cerundolo, Musetti, che non era al top fisicamente e ha chiuso tra le lacrime e gli applausi scroscianti della folla, in conferenza stampa ha toccato il tema degli scommettitori. E lo ha fatto senza fronzoli, come fosse un rovescio meraviglioso dei suoi: "Succede molto spesso che ci siano scommettitori ovunque. In alcune partite è abbastanza chiaro che qualcuno stia giocando tra il pubblico, non tifando per il favorito di casa, e addirittura disturbando. Dobbiamo cercare di allontanare queste persone. L’ATP deve aumentare la sicurezza in questo senso".
Svitolina: "Molti tifosi guardano le partite perché hanno scommesso"
Quelle parole dette da uno che è stato numero 5 della classifica mondiali devono avere un peso, e non possono passare inosservate, così come quelle di Svitolina, una delle giocatrici più esperte che ha toccato vette importanti e sta vivendo un 2026 eccezionale. Sempre da Roma la giocatrice ucraina non si è nascosta parlando di scommesse: "Penso sia normale nel tennis. Sappiamo tutti che le scommesse giocano un ruolo importante in questo sport. Molti tifosi guardano le partite perché hanno scommesso".

Per poi aggiungere: "Sarebbe meglio sostenere un giocatore semplicemente perché si apprezza il suo stile di gioco, perché si apprezza quella persona, quel giocatore. È triste. Non mi piace che le persone possano sostenere altri giocatori semplicemente perché hanno scommesso. A volte il pubblico applaude tra la prima e la seconda di servizio. A Stoccarda, su un break point contro di me, urlavano: "È break time!". Lo trovo irrispettoso in un certo senso. Non mi piace. Vorrei che non facesse mai parte di questo sport".