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Di Canio fotografa il crollo del Milan: “Zero identità, zero entusiasmo, zero personalità”

La sconfitta contro l’Atalanta rende complicata la situazione dei rossoneri, che adesso rischiano anche il posto in Champions. L’analisi è impietosa: “In questa squadra ci sono calciatori che non hanno la statura per indossare una maglia così pesante”.
A cura di Maurizio De Santis
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Cinque sconfitte nelle ultime otto partite, l'ultima in casa contro l'Atalanta è stata devastante per il Milan che adesso rischia seriamente di perdere anche il piazzamento Champions. "Nell'ultimo periodo zero identità, zero entusiasmo, zero personalità. Tre zeri che non portano a nulla", la sintesi del matematico disastro è tutta nel concetto espresso da Paolo Di Canio durante il Club di Sky. Riflessione dolorosa ma asciutta, fotografa la realtà di una squadra che prende gol in maniera abbastanza balorda… basta dare un'occhiata alla prima rete dei bergamaschi, quella di Ederson: c'è un nugolo di difensori che lasciano agli avversari l'agio di un tocco morbido e la possibilità al brasiliano di piazzarla laddove Maignan non può fare miracoli. Tutto il resto, è stato imbarazzante.

Il Milan s'è dissolto, ha dilapidato il patrimonio di punti acquisiti in una stagione senza coppe (si dice sia un vantaggio…) che l'aveva portata a essere addirittura una diretta concorrente dell'Inter per lo scudetto. Dal ko con la Lazio in poi, quando è stato chiaro che mai ce l'avrebbe fatta a tenere almeno il passo dei nerazzurri, il ‘diavolo' s'è liquefatto. Al Maradona è stato il Napoli (che ha fatto la Champions, male ma l'ha fatta, ed è stato decimato dagli infortuni) a dargli il colpo di grazia lasciandogli appena appena la ‘soddisfazione' di competere per un posto nella Coppa più ricca.

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L'analisi di Di Canio: "Ci sono calciatori che non hanno la statura per questa maglia"

"Non è un problema fisico – ha aggiunto Di Canio nel ragionare sul crollo avuto dalla formazione di Allegri -. Mancano personalità e coraggio malgrado l'impegno. Sappiamo che il Milan non ha avuto una grande identità durante l'anno, ma con l'Atalanta è stato zero di tutto". Per oltre un'ora è stato in balia degli ospiti, come legno trascinato dalla risacca. Poi s'è destato dal torpore, ha avuto un sussulto d'orgoglio (in virtù anche delle sostituzioni) e ha sfiorato il clamoroso pareggio nel finale con Gabbia. Dallo 0-3 al quasi 3-3… peccato che, per dirla alla Di Canio, in questo momento della stagione (il più delicato) anche le buone intenzioni stanno a zero.

"Non mi ingannano gli ultimi minuti, fino a che non ha fatto gol il Milan è stato qualcosa di devastante. Quelli che sono entrati hanno fatto meglio? E grazie… hanno preso il posto di quelli che sono stati fischiati. Certo sono entrati bene, ma l'avessero fatto tutto l'anno…". La chiusura dell'analisi dell'ex calciatore è una frustata sul cuore dei tifosi (la parte più calda ha lasciato il Meazza in anticipo): fa male, malissimo, ma quel che si vede è anche peggio. "Alcuni giocatori hanno dimostrato di non avere la struttura per giocare in Champions – ha concluso Di Canio -. E nemmeno hanno la statura di giocatori per indossare una maglia così pesante davanti a settantamila spettatori".

La crisi dei rossoneri nelle parole di Costacurta: "Milan col fiato corto"

Allegri ha provato a vedere il bicchiere mezzo pieno parlando di "buona partita per un quarto d'ora". Alessandro Costacurta, ex difensore del Milan, ha dato una spiegazione ulteriore di quel che sta accadendo al Milan: "Non è il primo tempo di oggi, ma è figlio della gara con l'Udinese, con la Juve, col Sassuolo… Sono 4 gare su 6 giocate così. I giocatori si sono anche impegnati, ma perdi tanta lucidità e freschezza mentale. La squadra è arrivata col fiato corto al momento cruciale della stagione". 

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