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Moratti e gli arbitri prima di Inter-Napoli: “In passato delinquenti, oggi non all’altezza”

L’ex presidente nerazzurro non usa giri di parole per definire quanto accaduto (anche) nell’ultima giornata di campionato. “Ho visto che al Maradona sono successe cose non chiare”.
A cura di Maurizio De Santis
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L'ex presidente dell'Inter, Massimo Moratti, non usa giri di parole per commentare quanto accaduto nell'ultima giornata di campionato a causa delle polemiche sollevate per le decisioni di arbitri e VAR durante Napoli-Verona e Lazio-Fiorentina. Proteste, sospetti e veleni sedimentano, ancora una volta, in fondo al bicchiere del 19° turno di Serie A. "Non vedo molte analogie con il passato", ha ammesso l'imprenditore indissolubilmente legato alla Beneamata sgombrando il campo dalle allusioni agli scandali di Calciopoli che vent'anni scossero il calcio italiano dalle fondamenta. Ed è cauto nell'affrontare il ragionamento sulla personalità, la qualità e la buona/malafede dei fischietti: "All'epoca era un'associazione di delinquenti che guidava il calcio – ha spiegato a Napoli Network -. In questo caso ci sono arbitri non in forma, non all'altezza".

Non è certo il viatico migliore in vista dello scontro diretto che vale una fetta di scudetto tra Inter e Napoli in programma domenica sera a San Siro. Basta spulciare la portata e la sequenza dei casi più contestati (con tutto quel che ne consegue sugli equilibri in classifica) per avere contezza della condizione attuale e della posizione assunta dall'AIA sulle direzioni di Marchetti e Sozza: il rigore concesso a Verona per il mani di Buongiorno, nonostante subisca fallo da Valentini del Verona; il gol annullato a Hojlund, che si difende sostenendo di non aver mai impattato la sfera col polso; la rabbia (ennesima) della Lazio per il penalty non concesso perché Sozza (che replica nel tunnel ai calciatori capitolini) e il VAR ignorano la trattenuta di Pongracic su Gila e poi assegnano il tiro dal dischetto alla Fiorentina per una quasi simulazione di Gudmundsson.

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A proposito del VAR, Moratti non ha risparmiato critiche all'utilizzo di uno strumento che ritiene sì "necessario" ma che andrebbe ricalibrato vista la preponderanza che ha assunto rispetto alla figura dello stesso arbitro. "È morta", ha ribadito Adani in diretta tv in Rai, scegliendo un linguaggio molto forte ma efficace per veicolare un messaggio su tutti: così non è più sport e loro (gli arbitri) non sanno più cosa stanno facendo. "Non si capisce quando comanda il VAR e quando comanda l'arbitro – ha aggiunto Moratti invocando maggiore chiarezza -. Bisogna mettersi in riga con l'aspettativa della gente".

Quanto agli episodi che hanno fatto da zavorra alla squadra di Antonio Conte contro il Verona la riflessione che fa l'ex presidente è semplice: "Ho visto che a Napoli sono successe cose non chiare".

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