Milan, Istanbul al contrario: i sei minuti di follia che hanno ribaltato la Juventus

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Tutto in sei minuti. Sembra davvero una costante nella storia del Milan quella dei “sei minuti di follia” ma questa sera i rossoneri erano dall’altra parte della barricata rispetto alla notte di maggio del 2005 a Istanbul, quando quel blackout costò la Champions League. Questa sera i rossoneri hanno ribaltato una gara che sembrava chiusa ma i ragazzi di Pioli l’hanno rimontata grazie ad una buona forma fisica e grande applicazione e forza di volontà.

Una gara incredibile. Milan-Juventus sembrava chiusa, a doppia mandata, a favore dei bianconeri ma in sei minuti i rossoneri hanno capovolto ogni tipo di situazione immaginata fino a quel momento e hanno portato a casa una vittoria per 4 a 2 che nemmeno i più ottimisti speravano. La squadra di Stefano Pioli non si è arresa dopo la seconda rete di Cristiano Ronaldo, arrivata in seguito ad un grave errore difensivo, e con la forza di volontà ha ribaltato la gara in 6 minuti grazie ai gol di Ibrahimovic, Kessié e Leao e l'ha chiusa 10′ dopo con Rebic.

Fino all'ora di gioco nessuno avrebbe scommesso su un epilogo del genere ma il calcio è quello sport in cui si possono verificare situazioni incredibili e sul prato di San Siro è andata proprio così: buona forma fisica, volontà e grande applicazione hanno permesso ai rossoneri di dare vita ad una rimonta che difficilmente verrà dimenticata.

La rimonta con la Juve ricorda quella subita a Istanbul

Sembra davvero una costante nella storia del Milan quella dei sei minuti di follia perché i rossoneri hanno vissuto la stessa situazione ma dall'altra parte della barricata una notte di maggio del 2005 a Istanbul, più precisamente il 25 maggio allo stadio Atatürk. Era la finale di Champions League e la squadra di Carlo Ancelotti era in vantaggio per 3-0 dopo 45′ grazie alle reti di Maldini e una doppietta di Crespo ma le reti di Gerrard, Smicer e Xabi Alonso tra il 54′ e il 60′ hanno cambiato il corso di un match che sembrava chiuso. Le parate di Dudek portarono la finale ai rigori e gli errori di Serginho, Pirlo e Shevchenko regalarono la "Coppa dalle grandi orecchie" ai Reds di Rafa Benitez. Due anni dopo arrivò la stupenda rivincita di Atene, grazie alla doppietta di Pippo Inzaghi e un incontenibile Kakà, ma la ferita di quella sera non si è mai rimarginata del tutto.

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