Nube di fumo dall’Olimpico sugli Internazionali di Roma, Hawk-Eye in tilt: Darderi-Jodas sospesa 20 minuti

Venti minuti di sospensione, visibilità ridotta e sistema di tracciamento elettronico della palla in tilt. Serata surreale agli Internazionali d’Italia 2026, dove il quarto di finale tra Luciano Darderi e Rafael Jodar è stato interrotto a lungo a causa di una densa nube di fumo arrivata dallo Stadio Olimpico di Roma. I fumogeni accesi e i fuochi d'artificio esplosi per festeggiare la vittoria della Coppa Italia da parte dell'Inter e le condizioni meteo già difficili (a causa della pioggia il match era iniziato in ritardo) hanno complicato la situazione. "Non vedo niente", ha detto l'italiano al giudice di sedia che ha spiegato ai due giocatori perché era impossibile riprendere la sfida a prescindere dall'atmosfera: l'Hawk-Eye non funzionava proprio a causa di quella coltre che aveva resto anche l'aria irrespirabile.
Partita iniziata in tarda serata dopo i ritardi per pioggia
L'incontro era già partito con enorme ritardo rispetto al programma. Le continue sospensioni nel corso del pomeriggio, provocate dalla pioggia caduta su Roma, avevano fatto slittare l'inizio della sfida fino alle 22:50 circa. Nel primo set il confronto si è rivelato subito molto equilibrato. Jodar, giovane talento spagnolo di appena 19 anni, è riuscito a portarsi avanti sul 6-5, mentre Darderi ha dovuto fare i conti anche con alcuni problemi legati alla tensione delle corde della racchetta, sostituita più volte durante il match.
Il fumo invade il Centrale: partita sospesa
La situazione è degenerata poco prima di mezzanotte. Dallo Stadio Olimpico, situato nella zona adiacente al Foro Italico, è arrivata una nube di fumo causata dai fumogeni e dai fuochi d'artificio usati per celebrare la vittoria della Coppa Italia contro la Lazio. Il vento ha spinto il fumo direttamente sul campo, creando una sorta di cortina artificiale che ha reso quasi impossibile vedere correttamente la pallina. Lo stesso Darderi si è lamentato con l’arbitro dicendo chiaramente: "Non vedo niente".
Hawk-Eye in tilt per la scarsa visibilità
Oltre alle difficoltà per i giocatori, il fumo ha mandato in crisi anche il sistema di arbitraggio elettronico Hawk-Eye, fondamentale per le chiamate automatiche sulle linee. Durante alcuni scambi sono arrivate decisioni errate, come accaduto su un dritto di Darderi giudicato fuori nonostante fosse apparentemente dentro. A quel punto l’arbitro ha deciso di fermare tutto in attesa che la situazione migliorasse. I due tennisti sono rimasti inizialmente a bordo campo, dialogando con il giudice di sedia e attendendo indicazioni sul possibile ritorno in campo.
Warm up e ripresa dopo quasi 20 minuti
Dopo diversi minuti di attesa, l'arbitro ha chiesto ai due giocatori di effettuare un breve riscaldamento per verificare il corretto funzionamento del sistema elettronico. Darderi, ancora infastidito dalla scarsa visibilità, è rientrato in campo con la giacca della tuta. Con il passare dei minuti il fumo ha iniziato lentamente a diradarsi e anche l’Hawk-Eye è tornato operativo. "Già meglio", avrebbe detto il tennista italiano all'arbitro poco prima della ripresa del match. La partita è quindi ricominciata dopo un’interruzione di circa 20 minuti, con Jodar avanti 6-5 nel primo set e Darderi al servizio sul punteggio di 0-15. Nonostante tutto, l'italiano è riuscito a recuperare e a vincere la frazione al tie-break.