La Juventus in un caldo sabato di agosto ha esonerato Maurizio Sarri, nel day after dell’eliminazione dalla Champions, e lo ha sostituito con Andrea Pirlo, che mai ha allenato una squadra di club, a nessun livello, nemmeno giovanile. Una scelta che non sembra dettata però solo dalla magra figura con il Lione. L’uomo mercato Paratici commentando l’esonero di Sarri ha detto: “Valutazione fatte da tempo, non è stato decisivo il Lione”. Dunque il destino del tecnico era già deciso.

Scudetto e alta percentuale di vittorie non sono bastate a Sarri

Eppure l’allenatore toscano ha chiuso la sua unica stagione in bianconero con lo scudetto e con una percentuale di successi migliore a quella di Conte e Allegri, al loro primo anno. Nel primo anno di questo infinito ciclo vincente l’ex c.t. ottenne il 60% di successi, Max invece toccò quasi il 65%, a verbale, però, c’è anche la finale di Champions, mentre Sarri il 65% di vittorie lo ha superato (e lo scudetto lo ha portato a casa). Ma perché la Juventus ha deciso di esonerarlo?

Lo zampino di Ronaldo

Gli attaccanti si sono esaltati con il gioco di Sarri, Dybala ha vinto il premio di miglior giocatore della Serie A, mentre CR7 è stato il primo calciatore della Juve dagli anni ’30 a superare i 30 gol in un singolo campionato. Con il portoghese un rapporto idilliaco Sarri non lo ha mai trovato. Cristiano si arrabbiò con il tecnico quando lo tolse in un’amichevole estiva giocata in Asia un anno fa e se la prese, in modo plateale, quando ci fu il cambio in uno Juve-Milan dello scorso novembre. Ma pare che Ronaldo non condividesse in pieno i metodi di Sarri che pretendeva sempre che si giocasse a ‘due tocchi’ e pure al cinque volte Pallone d’Oro questo input lo ripeteva spesso. Ronaldo è un campionissimo, ma è anche un calciatore ingombrante che non va e non può essere trattato come tutti gli altri.

Sarri e il cattivo rapporto con i senatori

Una serie di affermazioni fatte nello spogliatoio e in qualche post-partita non sono piaciute ai senatori, i due capitani Buffon e Chiellini, non hanno speso parole per il tecnico con i compagni e non hanno dato un buon feedback alla società che con il tempo ha ascoltato anche Douglas Costa, che non sopportava il Sarri fumatore. Non si è creato il feeling con il gruppo, d’altronde l’empatia non può nascere a comando, certo si poteva dare un’altra chance al tecnico che però adesso è fuori dal mondo bianconero.

Il like di Douglas Costa all’esonero di Sarri

I like messi da Douglas Costa, da Mandzukic e Emre Can (esclusi dal tecnico) alla notizia dell’esonero sono un segnale dei tempi moderni, e fanno capire qual era il sentimento di parte dello spogliatoio (di ieri e di oggi). E la mancanza di post di saluto a Sarri da parte dei calciatori juventini è un esempio lampante, con l’eccezione di Bonucci.