Beppe Marotta, amministratore delegato dell'Inter, e Fabio Paratici, ad della Juventus, hanno lavorato insieme e sono stati grandi amici per 14 anni. Poi, qualcosa è cambiato. Dal 2018, quando Marotta ha lasciato i bianconeri per accasarsi a Milano, i due hanno smesso di parlarsi, come confermato dallo stesso dirigente nerazzurro in un'intervista a Tuttosport:

Alla Juventus sono rimasto in buoni rapporti con tutti, tranne con Paratici. La questione è più umana che professionale.

Gli anni alla Sampdoria e i successi con la Juventus

La loro è una storia di un'unione lunga, iniziata nel 2004 alla Sampdoria. Marotta è il dirigente di spicco dei blucerchiati e accoglie Paratici come capo degli osservatori. Nei loro anni a Genova, la coppia si rinsalda. Il più giovane impara dal più anziano, che è a tutti gli effetti il suo mentore. Alla guida della Samp, i due conquistano due piazzamenti in Coppa Uefa e chiudono la loro esperienza con la storica qualificazione ai preliminari di Champions League del 2010. Ad aspettarli c'è la Juventus.

A Torino, Marotta diventa prima direttore generale e poi amministratore delegato dei bianconeri, mentre Paratici assume la guida della direzione sportiva. In otto anni arrivano sette scudetti e quattro affermazioni in Coppa Italia. Paratici continua a crescere sotto l'ala protettiva di Marotta e i due sembrano essere perfetti insieme, come affermerà il dirigente bianconero dopo l'addio del suo mentore:

Eravamo complementari. Io mi occupavo della parte tecnica: lo scouting, il rapporto con gli agenti, l'individuazione dei calciatori. Sceglievo io i calciatori dopo un confronto con lui. È una persona che conosce il calcio e molto bene i numeri, sa fino a dove ci si può spingere in una trattativa. Io portavo avanti le negoziazioni fino all’ultima fase, quando lui interveniva con la sua esperienza e mi aiutava a non fare errori.

La prima crepa: la vicenda Fiorini

Le crepe nel loro rapporto iniziano a formarsi già nel luglio 2014. Conte si è dimesso e Morata, che è in parola con la Juve, non è più convinto di approdare a Torino dopo l'addio del tecnico pugliese. Paratici chiede aiuto all'agente Fifa Gianluca Fiorini, il quale era già stato coinvolto in una vicenda con gli stessi protagonisti due anni prima, quando durante una partita di Champions aveva ricevuto erroneamente degli SMS dallo stesso Paratici, in realtà diretti ad Angelo Alessio, vice allenatore di Conte, in tribuna perché squalificato.

L'operazione Morata va in porto e l'agente Fifa non è più utile al dirigente juventino. Fiorini chiama Marotta per chiedere spiegazioni, ma l'ad non sa nulla del suo coinvolgimento nella trattativa per portare lo spagnolo a Torino. Paratici, intanto, confida al collega la storia degli SMS con Fiorini, che potrebbe farla uscire, rovinando l'immagine della Juventus. Marotta, dunque, si muove per rimediare ai pasticci del collega, i due sono ancora amici, ma si è formata la prima crepa nel loro rapporto.

L'operazione Ronaldo e l'addio di Marotta alla Juventus

Con il passare degli anni, Paratici acquista sempre più potere nella Juventus, favorito da Andrea Agnelli, che vuole svecchiare la struttura bianconera, affidando più potere sia a lui che a Nedved. Nell'estate 2018 arriva la frattura definitiva tra Marotta e il mondo bianconero, compreso Paratici. Il ds caldeggia l'operazione Cristiano Ronaldo, osteggiata dall'amministratore delegato. Agnelli sceglie di stare dalla parte di Paratici e il portoghese sbarca a Torino. Marotta capisce di essere diventato di troppo e nell'ottobre 2018 termina la sua esperienza in bianconero.

La fine del rapporto tra Paratici e Marotta

Nemmeno due mesi più tardi, Beppe Marotta diventa l'amministratore delegato dell'Inter. Tra lui e Paratici, a questo punto, cala il gelo totale. I due non si parlano, si ignorano e il dirigente bianconero fa di tutto per mettere i bastoni tra le ruote dell'ex amico. Prima corteggia a più riprese il capitano nerazzurro Mauro Icardi, creando una situazione difficile da gestire per Marotta, in quanto i tifosi nerazzurri non potrebbero accettare la cessione del proprio giocatore più importante ai rivali bianconeri. Poi si inserisce nella trattativa tra Lukaku e l'Inter, arrivando a proporre addirittura Dybala al Manchester United, pur di non far raggiungere l'obiettivo a Marotta. Non riesce nel suo obiettivo, Lukaku sbarca a Milano e un anno più tardi, sotto la guida di Conte, l'Inter scuce lo scudetto dalla maglia della Juventus, aggiungendo un nuovo capitolo alla storia tra Marotta e Paratici.