Marquinhos gigantesco contro il Liverpool dice grazie all’Italia: “Zeman mi ha cambiato”

Marquinhos è stato uno dei grandi protagonisti della vittoria del PSG in casa del Liverpool con conseguente qualificazione in semifinale di Champions. Prestazione eccezionale del difensore brasiliano, che ha letteralmente salvato un gol con un intervento provvidenziale su van Dijk. Con il passare degli anni il classe 1994 è diventato un vero e proprio baluardo, con un'esperienza assai importante. Quanto ha contato in tal senso l'unica stagione vissuta in Italia con la maglia della Roma?
Marquinhos risponde a Del Piero e ricorda l'Italia e la stagione alla Roma
Questo è quello che gli ha chiesto Del Piero, soprattutto in un momento di crisi del nostro calcio. Marquinhos ha risposto con sincerità ricordando la stagione 2012-2013 in cui ha avuto modo di lavorare con Zeman. E in collegamento con lo studio di Sky da Anfield, il calciatore ha parlato proprio del mister boemo e di come l'abbia aiutato a uscire dalla sua comfort zone: "Se l'Italia mi ha lasciato qualcosa a livello calcistico? Sicuramente sì. La scuola italiana, anche se per me è stata una parentesi breve, di un anno, mi ha aperto le porte dell’Europa, e questo già significa tanto. Ho avuto un allenatore come Zdenek Zeman, che è uno che chiede tantissimo ai difensori: devono essere veloci, devono pensare, capire i tempi di gioco".
Cosa ha imparato Marquinhos in Italia
Cosa ha lasciato nello specifico Zeman, maestro del calcio offensivo, a Marquinhos? Un modo di difendere molto più lontano e diverso da quello messo in pratica in patria: "Palla coperta, palla scoperta, linea, fuorigioco. Lì ho imparato davvero tantissimo. Mi ha fatto uscire dalla mia zona di comfort. In Brasile avevo un modo diverso di giocare, più tranquillo, più statico. Qui invece dovevo muovermi continuamente, salire, scappare, leggere le situazioni. Questa esperienza mi ha fatto crescere molto".
E l'eredità italiana è arrivata anche a Parigi attraverso altri compagni di squadra che hanno militato nel nostro campionato in cui i risultati erano ancora positivi anche a livello internazionale: "Ho avuto anche tanti compagni che avevano giocato in Italia e mi hanno aiutato a capire meglio la tattica e il gioco: Thiago Silva, Maxwell, Thiago Motta e altri. Sono giocatori che avevano già vissuto quel tipo di calcio e mi hanno trasmesso tanto". In un'altra serata senza italiane un motivo d'orgoglio per la Serie A.