Un'agonia durata tra le 17 e le 25 ore. Maradona non è morto per un malore improvviso ma a causa di un edema polmonare acuto secondario a insufficienza cardiaca cronica. Ne ha schiantato il cuore già provato da una cardiomiopatia dilatativa che aveva ridotto il funzionamento del muscolo. Un giorno di sofferenza, tanto sarebbe durato il travaglio quando ormai le sue condizioni erano tali che sarebbe stato impossibile salvarlo. È stato curato male? Sì. Le rivelazioni di Mario Braudy, avvocato di Veronica Ojeda (ex compagna del Diez) cambiano totalmente la narrazione sugli ultimi giorni di vita dell'ex campione, ribaltando tutto ciò che si sapeva finora sulle cause e sulle circostanze del decesso.

Il legale ne ha parlato nel corso di un'intervista in tv durante la quale ha alimentato sospetti anche sul ruolo del neurochirurgo, Leopoldo Luque, e sulla psichiatra, Agustina Cosachov, già iscritti nel registro degli indagati della Procura di San Isidro per negligenza medica. Secondo i magistrati che si occupano dell'inchiesta ci sarebbero state gravi lacune nell'assistenza fornita all'ex Pibe al punto da prefigurare ipotesi di reato come omicidio colposo e abbandono di persona.

Se smetto di curarti per tre anni e ti do pillole per aumentare il tuo battito cardiaco è inevitabile avere problemi – le frasi molto dure di Braudy -. Questa è molto iù che negligenza… L'agonia di Diego è durata diverse ore. L'edema polmonare non si manifesta in un minuto. Ci vogliono dalle 17 alle 25 ore.

Come stanno realmente le cose? Dirimente al riguardo sarà l'esito degli esami tossicologico e istopatologico che gli inquirenti hanno ordinato contestualmente all'autopsia. In base alle deduzioni degli specialisti interpellati, si avrà un quadro più chiaro sulle effettive condizioni fisiche dell'ex calciatore, 60enne e affaticato da problemi cronici al cuore. È vero che a minare l'equilibrio e lo stato di salute, già precario, sarebbe stato il "cocktail di psicofarmaci" somministrati a Maradona a causa del suo stato emotivo alterato?

Il tossicologico – ha aggiunto l'avvocato – dirà che Diego faceva uso di farmaci per il trattamento psichiatrico ma non di medicine per la patologia cardiaca molto acuta.