L'immagine più bella della partita giocata dalla Roma in Europa League, è senza dubbio quella dell'esultanza di Riccardo Calafiori dopo il suo straordinario gol allo Young Boys. Per il diciottenne terzino della Primavera giallorossa, alla sua seconda presenza stagionale (la terza in assoluto con i grandi, dopo il debutto dello scorso campionato a Torino), quella dell'Olimpico è certamente una notte da incorniciare: una serata che cancella il triste ricordo di quel grave infortunio dell'ottobre 2018.

Dopo quel drammatico incidente di gioco, accaduto durante una partita di Youth League, Calafiori è infatti riuscito a tornare più forte di prima. Lo ha fatto con la squadra allenata da Alberto De Rossi e poi anche con quella di Paulo Fonseca: allenatore che ha avuto il coraggio di lanciarlo e di aggregarlo stabilmente con Dzeko e compagni.

Roma e Mino Raiola al lavoro per il suo rinnovo

Personalità da vendere, cuore giallorosso sin da bambino e vicino a passare alla Juventus poco prima del grave infortunio, il classe 2002 nato a Roma ha dunque confermato tutte le sue doti: velocità, tecnica, grande spinta offensiva e una duttilità che lo ha portato, nella Primavera, a giocare anche in posizione centrale. Insieme ad altri ragazzi della ‘cantera' di Trigoria, tra questi anche l'altro 2002 Filippo Tripi che ha debuttato in occasione della trasferta di Cluj, Calafiori è uno dei talenti con cui la Roma vorrebbe costruire la squadra del futuro.

Il condizionale è però d'obbligo, perché il ragazzo è in scadenza nel 2022 e non ha ancora trovato l'accordo per il rinnovo. I contatti tra il club capitolino a Mino Raiola sono in corso da tempo, ma la distanza tra domanda e offerta è ancora ampia. Si parla di una proposta di un quinquennale da 400mila euro + bonus a stagione e di una rilancio di Raiola di almeno il doppio. "Il gol è stata una emozione grandissima, se c'era il pubblico sarebbe stato meglio ma mi accontento – ha spiegato Calafiori a Sky – È stato un periodo difficile negli ultimi due anni ma adesso è il più bello. C'è dietro tanto lavoro e impegno, alla fine sono nato per giocare a calcio e ho coronato il mio sogno".