L’audio rubato su Son scatena il caos nella Corea ai Mondiali: “Non ha completato il servizio militare”

L'audio rubato a due giornalisti che dileggiavano Son Heung-min per "non aver completato il servizio militare" poi il drone abbattuto sul campo d'allenamento. Cosa sta succedendo nel ritiro della Corea del Sud? Alla vigilia della seconda partita del Gruppo A ai Mondiali contro il Messico, la selezione asiatica è sotto assedio: da un lato il "fuoco amico" dei media nazionali, rispetto ai quali ha alzato un muro trincerandosi dietro il silenzio stampa; dall'altro il caso del dispositivo spia (o presunto tale) che ha portato i vertici della federazione a chiedere ufficialmente alla FIFA di aprire un'indagine sul caso. Due vicende che hanno alimentato tensione all'interno del ritiro a poche ore dalla sfida che potrebbe essere determinante in chiave qualificazione ai sedicesimi.
Lo scandalo dell'audio rubato che ha incrinato il rapporto con la stampa
La bufera dell'audio rubato è scoppiata qualche giorno fa e ha provocato la reazione piccata di squadra e staff nei confronti degli organi d'informazione coreani. Tutto è nato per caso o, meglio, dal più classico errore di distrazione (?) commesso da un paio di giornalisti al seguito della nazionale: erano convinti di parlare privatamente mentre osservavano la seduta d'allenamento ma in realtà i loro microfoni erano aperti… quel che si sono detti è divenuto di pubblico dominio, scatenando un terremoto di reazioni che ha spaccato il fronte delle opinioni.
Cosa si sono detti di così scandaloso? Nel corso della conversazione, uno dei due ha commentato l'impegno profuso da Son Heung-min durante la sessione di lavoro facendo un'osservazione velenosa: "Perché corre come se stesse guidando un plotone militare? Si crede di essere nell'esercito?". La risposta dell'altro reporter ha fatto più rumore, lasciando trasparire una sorte di vena polemica nei confronti del calciatore che avrebbe beneficiato di un trattamento di favore: "Non ha nemmeno completato il servizio militare. Questi idioti non sanno niente dell'esercito".

In realtà l'ex attaccante del Tottenham ha ottenuto un'esenzione parziale grazie ai risultati sportivi raggiunti con la nazionale, tema particolarmente sensibile nell'opinione pubblica sudcoreana.
La reazione è stata immediata. Dopo la vittoria contro la Repubblica Ceca, Son ha scelto di non rispondere alle domande dei giornalisti presenti in zona mista, mentre la federazione ha cancellato le interviste individuali già programmate. Le tensioni sarebbero state tali da portare anche alle dimissioni dell'addetto stampa della nazionale.
Il caso drone e il sospetto di spionaggio
L'episodio degli audio è soltanto l'ultimo di una serie di situazioni controverse che hanno contribuito ad alimentare il clima di sospetto intorno alla Corea del Sud. Fughe di notizie relative ad aspetti tecnico-tattici e ad altre questioni interne hanno spinto a credere che ci sia una "talpa" all'interno del gruppo. E, come se non bastasse, a gettare benzina sul fuoco è stato anche il caso del drone avvistato sopra il centro di allenamento di Verde Valle: è stato individuato dagli addetti alla sicurezza, che hanno richiesto l'intervento della Guardia Nazionale. Secondo le ricostruzioni, il drone sarebbe stato neutralizzato tramite sistemi di interferenza elettronica, precipitando successivamente all'interno dell'area di allenamento. La federazione sudcoreana avrebbe quindi chiesto alla FIFA di approfondire l'accaduto attraverso un'indagine ufficiale.
"Per fortuna è successo prima che iniziassimo l'allenamento e a provare la nostra tattica – ha commentato il commissario tecnico Hong Myung-bo -, quindi non ci ha condizionato. Ma è vero che ci stavamo preparando e quello che è successo è stato spiacevole".