"Il calcio che vorrei". Questo il nome della tesi presentata da Andrea Pirlo alla fine del suo percorso didattico da allenatore, che gli ha permesso di conseguire la licenza Uefa Pro e diventare così a tutti gli effetti, anche per la burocrazia, la guida tecnica della Juventus. Nel suo lavoro finale, il giovane mister ha fatto riferimento alle 5 squadre a cui vorrebbe ispirarsi nella sua esperienza in panchina.

Un'idea di calcio propositivo, quasi totale con tutti gli interpreti coinvolti sia in fase offensiva che in fase difensiva. È questo quello che Andrea Pirlo vorrebbe mettere in pratica durante la sua carriera da allenatore, e che ha provato a spiegare nella tesi presentata a conclusione della sua esperienza formativa al corso da allenatori federale che gli ha permesso di ottenere la definitiva licenza Uefa Pro. Nella pubblicazione del tecnico bianconero si legge "Il ‘gioco' deve essere il filo conduttore della mia squadra. Intendendo per ‘gioco' quel filo conduttore composto da principi, posizioni ed emozioni tra i giocatori stessi".

Insomma Pirlo vorrebbe poter allenare una squadra sempre padrona del suo destino in campo, che possa essere abituata a mantenere il possesso palla con due principi cardine: "vogliamo e dobbiamo tenerlo il più possibile finché attacchiamo e dobbiamo avere una ferocia agonistica forte per andarlo a recuperare subito una volta perso". Per realizzare la sua idea di calcio, Pirlo ha dichiarato di voler ricercare giocatori "tecnici e dinamici, dando importanza all’uno contro uno soprattutto per i giocatori esterni".

A tal proposito Andrea Pirlo ha citato cinque squadre che sono state per lui fonte d'ispirazione nel mondo del calcio. Si tratta di due compagini in cui ha militato, ovvero il Milan di Ancelotti e la Juventus di Conte, e di tre formazioni che ha solo potuto ammirare da avversario o da spettatore, il Barcellona di Cruijff e Guardiola e l'Ajax di Van Gaal: "Mi piacerebbe inoltre citare le squadre che mi hanno ispirato nella formazione della mia idea di calcio. Squadre ed allenatori che ho ammirato da tifoso ed altre con cui ho avuto la fortuna di giocarci insieme o contro: il Barcellona di Cruijff e poi quello di Guardiola, l’Ajax di Van Gaal, il Milan di Ancelotti fino alla Juventus di Conte".