Jannik Sinner deve ballare con Linda Noskova alla cena di Wimbledon: in un anno non è cambiato niente

Jannik Sinner si è goduto tutto dopo il trionfo su Zverev: la premiazione da parte della principessa Kate, la camminata dopo la vittoria nell'iconico corridoio dell'All England Club, la chiacchierata privata con i reali inglesi, l'affacciata dal balcone col trofeo in mano. Tutte cose che spiegano perché il torneo di Wimbledon è e sarà sempre diverso da tutti gli altri: è il ‘Sacro Graal' del tennis. Il rispetto delle tradizioni è tutto: tra queste c'è anche quella che impone che il vincitore e la vincitrice dei singolari maschile e femminile ballino assieme durante il Wimbledon Champions' Dinner, anche noto appunto come Champions' Ball.
Com'era andato lo scorso anno il ballo tra Jannik Sinner e Iga Swiatek…
Un dolce obbligo che sottende un piacere enorme (se non vinci non balli…) e che tuttavia – se non si è abituati ai passi di danza, o quanto meno a dimenare le anche – può diventare un po' una tortura. Questo era apparso lo scorso anno quando Jannik Sinner era stato forzato dalla tradizione a ballare con l'altrettanto impacciata Iga Swiatek. Bene, ma non benissimo… I due campioni 2025 si erano esibiti in pochi passi basilari, mostrando una certa rigidità che denunciava la desuetudine al ballo. Del resto lo stesso altoatesino aveva detto alla vigilia: "Il mio modo di ballare è molto, molto scarso. Mi metterò in imbarazzo".
…e cosa è successo stavolta con Linda Noskova
Ebbene, stavolta – nell'esibizione assieme alla vincitrice del torneo londinese Linda Noskova, cui Sinner è stato nuovamente obbligato dal rispetto assoluto della tradizione in occasione della ‘Cena dei Campioni' a Wimbledon – il numero uno al mondo è apparso appena più a suo agio della scorsa volta, disimpegnandosi in maniera molto essenziale sulle note di ‘Can't Stop the Feeling!' di Justin Timberlake. Ancora una volta niente che assomigliasse a un vero ballo, come hanno commentato impietosamente sui social. E però Jannik alla fine ha allargato le braccia come a dire ‘avete visto?‘, alzando poi il pugno come se avesse vinto un punto importante.
Ormai Jannik ha imparato che quello che fa fuori dal campo, dalle conferenze ai rapporti con gli sponsor, ai gesti e alle dichiarazioni in circostanze ufficiali, alle interviste televisive e quant'altro riguarda il personaggio e non l'atleta, fa parte necessariamente dell'essere campione in epoca moderna. Ugualmente non nel suo habitat naturale Linda, che peraltro è al suo primo Slam vinto e coi suoi 21 anni avrà modo di ‘allenarsi' nei prossimi 12 mesi auspicando anche lei di fare il bis a Wimbledon l'anno prossimo…