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12 Settembre 2022
10:26

La rinascita di Mastour: numero 10 e capitano, segna il secondo gol della sua carriera in Botola 2

Hachim Mastour è tornato ed a 24 anni ha ancora la possibilità di realizzare il suo sogno: “Potermi ritagliare con il sacrificio, l’umiltà e il lavoro, una carriera a livelli importanti”.
A cura di Paolo Fiorenza
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Il giorno tanto atteso da Hachim Mastour è arrivato, ed è stato bello, bellissimo. Dopo essere rimasto disoccupato per un anno, il talento nato a Reggio Emilia da genitori marocchini è tornato a calcare i campi da calciatore professionista, in occasione della prima giornata della Botola 2, il campionato di seconda divisione del Marocco. Nello scorso giugno l'ex enfant prodige che il Milan aveva strappato 14enne all'Inter era stato annunciato ufficialmente dal Renaissance Club Athletic Zemamra, ambizioso club che dopo il quarto posto della scorsa stagione quest'anno punta alla promozione nella massima serie.

Dopo la preparazione estiva, è arrivato il momento della prova del fuoco: dimostrare sul campo di avere ancora nei piedi quella scintilla che aveva fatto parlare il mondo intero di un ragazzino che pareva destinato a scrivere la storia del calcio per molti anni a venire. Una previsione mestamente smentita dal prosieguo della carriera di Mastour, mai arrivato a giocare una partita con la prima squadra del Milan e poi rimasto inesploso nelle avventure in prestito all'estero con Malaga, Zwolle e Lamia, prima di cercare fortuna con Reggina e Carpi in Serie B e C.

Tutte esperienze passate senza lasciare traccia, ma che non hanno scalfito il sogno di Mastour di affermarsi nel calcio, aspettando che arrivasse una nuova occasione. In questi mesi dunque Hachim ha continuato ad allenarsi da solo in attesa della telefonata giusta. "Io vorrei solo giocare a calcio ed essere trattato come un semplice ragazzo che commette errori e che è determinato nel migliorare ogni giorno per potersi ritagliare con il sacrificio, l'umiltà e il lavoro, una carriera a livelli importanti", aveva detto lo scorso marzo. La fiducia nel futuro dell'italo-marocchino è stata premiata dalla chiamata del Renaissance, per un ritorno alle sue origini che ha dato ulteriori motivazioni all'ex rossonero.

E l'esordio non poteva essere migliore: la sua squadra si è imposta per 3-1 in casa sul Chabab Ben Guerir e Mastour ha segnato il terzo gol. Si tratta soltanto della seconda rete da professionista realizzata dal fantasista, dopo quella segnata con la maglia del Carpi il 24 gennaio 2021 in un 5-1 contro la Sambenedettese in Serie C. Peraltro Hachim al Renaissance non è uno dei tanti, ma è stato investito dei massimi onori, con annesse responsabilità: fascia di capitano e numero 10 sulle spalle, quest'ultimo tolto ad un compagno che è stato costretto a virare sul 100. Mastour ha festeggiato sobriamente con una storia su Instagram, del resto sa che la strada per risalire è ancora lunga.

"La colpa? È di chi lo ha portato troppo velocemente alle stelle, senza un percorso di qualità. Più per interessi personali che per quelli del ragazzo – aveva detto a luglio Marco Montresor, allenatore di Hachim nelle giovanili della Reggiana, nel commentare la sua scelta di andare a giocare nella seconda serie marocchina – È stato portato in passato a bruciare troppo velocemente le tappe dai suoi procuratori. Ha portato sulle spalle un peso troppo grande per un ragazzo della sua età, con obiettivo di farlo velocemente entrare in prima squadra, mentre avrebbe dovuto fare un percorso lineare partendo dal vivaio, come altri ragazzi che avevo a Reggio in quel periodo".

"Prima di approdare a Reggio Calabria voleva smettere – aveva svelato Montresor al Resto del Carlino – È sicuramente stanco del calcio italiano, ha visto cose non chiare e si è molto demotivato. Anche alla Reggiana, negli ultimi tempi prima di passare al Milan, non lo trattarono benissimo. E gli proposi di venire a giocare in C, dicendogli: ‘Hachi, non puoi stare fermo', ma mi ha risposto che aspettava una Serie B. Adesso sta facendo sicuramente una scelta radicale, spinto probabilmente dalla famiglia, gli auguro davvero di ritrovare se stesso". Il primo passo è stato fatto: a 24 anni l'età e la passione sono ancora dalla sua parte.

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