La Juventus batte il Genoa e dà seguito al successo nel recupero sul Napoli riportandosi ad un solo punto dal secondo posto occupato dal Milan. L'Inter sembra ormai andata per lo Scudetto, ma la corsa per il posto in Champions League è da non fallire. Soddisfazione dunque per Andrea Pirlo a fine partita, un po' meno per Cristiano Ronaldo, con tanto di lancio della maglia – forse ad un raccattapalle, comunque con gesto non esattamente sereno – a fine partita.

Il campione portoghese ieri è apparso nervoso durante tutto il match, viaggiando su binari di umore diversi rispetto ai compagni, spesso da lui rimbrottati per non avergli passato bene il pallone. La giornata storta di Ronaldo ha vissuto l'apice col palo colpito da zero metri dopo la respinta di Perin sul tiro di Chiesa, azione nel cui prosieguo Morata ha comunque trovato il raddoppio per i bianconeri. Niente di nuovo, si sa che il campione di Funchal è un cannibale che vive per il gol e già in passato non aveva vissuto bene giornate di magra. Contro il Genoa si sono rivisti i classici sbuffi di chi voleva arrotondare – in un match ritenuto ormai aperto ad altre marcature – il suo ruolino stagionale di capocannoniere della Serie A.

Non sono sfuggite al riguardo, nel silenzio dello Stadium, le parole urlate da Ronaldo ai suoi compagni quando l'infortunio di Zappacosta ha lasciato il Genoa in 10 uomini nell'ultimo quarto d'ora, avendo Ballardini effettuato tutte le sostituzioni: l'invito ad attaccare per sfruttare l'uomo in più e mettere a tabellino altre reti, piuttosto che gestire il 3-1 appena siglato da McKennie.

Il risultato invece è rimasto invariato fino al termine del match e nella festa Juve ha un po' stonato la faccia scura di Ronaldo, che resta in vetta alla classifica marcatori della Serie A con 25 gol in 27 presenze – e 4 di vantaggio su Lukaku – mentre il bottino complessivo dei suoi 3 anni alla Juve recita 97 reti in 126 presenze: medie stratosferiche in entrambi i casi, ma non sufficienti per saziare la fame atavica dell'ex Real Madrid, la cui rabbia non si è placata neanche dopo essere uscito dal campo.

Ronaldo infatti si sfogato – riferisce la ‘Gazzetta dello Sport' – prendendo a pugni i muri dello spogliatoio, prima di filare dritto via dopo la doccia senza proferire parola. "Era arrabbiato perché non è riuscito a fare gol – ha poi spiegato Pirlo nella conferenza post gara – è normale che uno come lui voglia sempre migliorare. Se rischia una multa? No non penso proprio. Finita la partita era arrabbiato come capita a tanti giocatori di arrabbiarsi, può succedere di avere momenti di nervosismo".

La questione tuttavia ha radici più profonde: Ronaldo ha ancora un anno di contratto con la Juve e vorrebbe ovviamente puntare ai massimi traguardi come sempre nella sua carriera. In tal senso avrebbe chiesto garanzie al club bianconero circa la volontà di rafforzare una squadra al momento non ritenuta all'altezza delle migliori in Europa. Un'esigenza cui indirettamente ha risposto ieri Fabio Paratici quando gli è stato chiesto di un possibile sforzo per accontentare le esose richieste di Paulo Dybala per rinnovare: "Non possiamo dimenticarci del momento che stiamo vivendo e il riferimento non è solo al mondo del calcio. Serve un senso di responsabilità in tutte le mosse che facciamo, è importante fare attenzione".

Insomma, tutti gli scenari restano aperti: sia per la Juve che per Ronaldo.