Per Andrea Pirlo l'amichevole contro il Novara ha dimostrato che i principi del nuovo progetto sono già stati metabolizzati dal gruppo, lesto a dimenticare Maurizio Sarri: difesa che varia nell'assetto, nuovi arrivati subito al centro della manovra, sviluppo di gioco come vuole il ‘Maestro' tra possesso palla e pressing senza. E' vero, il primo test può anche lasciare il tempo che trova, ma dai 90 minuti giocati in amichevole si è capito cosa già sta funzionando e cosa servirà ancora.

Ciò che va bene è la mentalità e lo spirito del gioco. Pirlo lo aveva detto subito, chiedendo al gruppo la voglia di mostrare in campo la determinazione per fare la partita sempre: velocità, ritmo, pressing. Con il Novara si è visto questo malgrado tanti assenti e una rosa forzatamente parziale, in piena sessione si mercato. Sono arrivati anche i gol e questo non gusta per dare continuità e fiducia immediata ma ciò non ha nascosto il problema principale: un bomber in campo.

Il gruppo si è ben comportato, tra i nuovi ha reagito bene Kulusevski che sarà sempre più al centro delle manovre offensive e anche chi l'anno scorso arrancava tra poca fiducia e qualche tentennamento – Ramsey – si è ritrovato a svolgere un compito di primaria importanza agli ordini di Pirlo. Dunque, il lavoro svolto in queste settimane sta già pagando in termini di rendimento e di continuità in campo: nulla di straordinario, ma la squadra si è già gettata la diffidenza del ‘sarrismo', mai esploso e sempre cercato per un'intera stagione.

Manca un bomber. Andrea Pirlo, da sempre di poche ma dirette parole non si è nascosto dietro i 5 gol di giornata. Un attaccante di ‘peso', che sia una punta vera e che non debba obbligare trequartisti e giocatori con caratteristiche offensive ad alternarsi in attacco in cerca di gloria. Sulla questione la società si dovrà muovere nelle prossime ore, per non essere complice colpevole di un eventuale ritardo nella crescita.

I nomi caldi restano quattro, tutti percorribili per strategie ed esigenze differenti. Luis SUarez non si discute dovesse sbloccarsi la trattativa con il Barcellona: il ‘pistolero' ha caratteristiche che ben si implementano con Cr7 e compagni, creando spazi, inserimenti e velocità. Ma l'idea di Pirlo resta una: la boa. C'è Dzeko sempre in primo piano, piace Milik sul quale il Napoli rischia di dover accettare uno sconto per evitare lo scontro. Poi, le due idee di ripiego, dalla Premier: Moise Kean di rientro e Giroud dal Chelsea come ultima chance. A Pirlo poco importa: alla sua Juve serve un bomber e la Juve dovrà darglielo.