Max Verstappen: “Ho fatto controlli alla mia colonna vertebrale, è messa male. La pista di Austin è inaccettabile”

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Max Verstappen ha denunciato le condizioni della pista di Austin, in Texas.
Il pilota della Red Bull solleva una questione importante: le condizioni della pista texana rappresentano un serio rischio per la salute. E Norris prende antidolorifici prima di correre.

In questo weekend la Formula 1 fa tappa al Circuit of the Americas per il GP di Austin. Max Verstappen arriva in Texas con un messaggio che va oltre la semplice lotta per la pole: "Ho fatto controlli medici, la parte inferiore della mia colonna vertebrale è messa male". Il quattro volte campione del mondo denuncia le conseguenze fisiche delle monoposto attuali, in particolare quando pensa alle sollecitazioni che arrivano proprio dalla prossima pista: picchi di oltre 9G di carico verticale sulla schiena a ogni sbalzo preso in frenata sui dossi. La misura dell'intensità della forza che i piloti e le vetture subiscono a causa dei repentini cambi di velocità e di direzione dà l'esatta dimensione della preoccupazione: "Se non s'interviene, i danni diventeranno molto più gravi per tutti".

Il driver della Red Bull sa già cosa lo aspetta: nonostante gli interventi di manutenzione, l'asfalto si presenta ancora sconnesso. E con le F1 a effetto suolo odierne, ogni irregolarità è una mazzata alla schiena. Il suo non è attacco al tracciato, che definisce "uno dei preferiti e dei migliori di sempre", ma alla scelta di continuare a mettere cerotti laddove bisognerebbe praticare un intervento radicale. "Vi assicuro che non è affatto piacevole. E non so fino a che punto si possano ancora accettare queste condizioni".

Perché la pista di Austin è irregolare: l'argilla texana e il limite delle F1 ad effetto suolo

Verstappen sollevato una questione fondamentale: il problema che c'è ad Austin è di tipo strutturale. Il Circuit of the Americas è stato costruito sull'argilla altamente plastica del Texas, un terreno che si espande con la pioggia e si contrae violentemente con il caldo. Un movimento continuo che deforma l'asfalto dall'interno, sottoposto allo ‘stress' delle condizioni atmosferiche. Per questo le soluzioni trovate finora per per migliorare il fondo del circuito non risolvono il problema. In vista della gara di quest'anno la carreggiata è stata rifatto dall'ingresso di curva 9 all'ingresso di curva 11, levigata agli ingressi di curva 12 e 19 per eliminare le asperità peggiori. Interventi simili erano già stati fatti in preparazione al 2026 nella stessa area tra curva 9 e 11 e tra curva 12 e 19, e due anni prima del GP degli Stati Uniti 2024 era stato riasfaltato addirittura l'intero tracciato. Ma si tratta di opere tampone, destinate a cedere di nuovo.

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La Red Bull di Max Verstappen sul Circuito delle Americhe.

A rendere la situazione ancora più complicata è anche l'assetto delle monoposto. Con l'effetto suolo le F1 corrono radenti al suolo e con gomme da 18 pollici dalla spalla molto più bassa rispetto al passato. In buona sostanza, assorbono pochissimo e il pilota sente tutte le vibrazioni. "Ogni minima asperità si sente davvero", ammette George Russell. Nelle frenate più violente, dove l'asfalto sta già cedendo, ogni buca diventa un colpo secco alla schiena.

Lando Norris prende antidolorifici prima di correre

L'allarme di Verstappen non è più solo tecnico ma personale. "Soprattutto con l'avanzare dell'età, si pensa sempre di più a questo. So che fa parte dello sport, ma è anche un ulteriore danno causato dalle auto che abbiamo avuto negli ultimi anni. Se continuiamo a ritenere accettabile guidare in queste condizioni, ne subiremo le conseguenze in modo ancora più grave".

La sua, però, non è una protesta isolata. Lando Norris ha raccontato di prendere antidolorifici per il mal di testa prima di scendere in pista ad Austin, perché gli urti gli fanno sbattere violentemente la testa contro il poggiatesta. "Non è certo una bella cosa. Ma non possiamo farci molto. Ci lamentiamo, ne abbiamo parlato molte, molte volte, ma non possiamo lamentarci all'infinito".  Verstappen invece non vuole rassegnarsi perché quando in ballo ci sono i rischi per la salute di chi corre sull'asfalto a oltre 300 km/h un rattoppo non può bastare.

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