La Juventus chiede altri 250 milioni di euro: agli azionisti è già costata oltre un miliardo in 7 anni

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La Juventus prepara un nuovo aumento di capitale fino a 250 milioni. Dal 2019 gli azionisti hanno già finanziato il club con oltre un miliardo di euro, tra Covid, perdite, sanzioni sportive e mancati ricavi della Champions League.

La Juventus torna a chiedere soldi ai suoi azionisti. Il CdA ha approvato il bilancio al 30 giugno 2026 e ha deciso di chiedere all'assemblea il via libera per un nuovo aumento di capitale fino a 250 milioni di euro. Nel frattempo Exor, holding della famiglia Agnelli-Elkann e azionista di maggioranza del club, ne anticiperà subito altri 60.

È l'ultimo capitolo di una storia iniziata nel 2019. Da allora la Juventus ha varato aumenti di capitale per 300 milioni nel 2019, 400 nel 2021 e quasi 200 nel 2024, ai quali si è aggiunto un nuovo intervento nel 2025. Con l'operazione appena annunciata il conto potenziale degli apporti chiesti agli azionisti dal 2019 arriva così intorno a 1,25 miliardi di euro.

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Perché la Juventus continua ad aver bisogno di nuovi capitali

Il primo aumento arrivò quando la Juventus di Cristiano Ronaldo, con Andrea Agnelli al timone, puntava ancora a crescere in Europa e nel mondo. Poi il Covid cambiò completamente lo scenario: il club ne stimò l'impatto economico in circa 320 milioni e nel 2021 fu necessario un altro aumento da 400 milioni.

Negli anni successivi arrivarono altre perdite e soprattutto i procedimenti sportivi del 2023. La Juventus venne penalizzata di 10 punti nel caso plusvalenze e successivamente esclusa dalle competizioni europee 2023-2024 dalla UEFA per la violazione del quadro normativo europeo e del precedente Settlement Agreement.

La conseguenza economica più pesante fu giocare un'intera stagione senza Europa. La stessa Juventus ha calcolato in circa 90-95 milioni i ricavi diretti persi rispetto alla media delle tre precedenti stagioni, aggiungendo che esistevano anche effetti indiretti. Il bilancio 2023-2024 si chiuse con 199,2 milioni di perdita e proprio in quel periodo arrivò l'aumento di capitale da quasi 200 milioni.

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La Juventus ha perso altri 66 milioni nell'ultimo anno

Il ritorno in Champions aiutò a ridurre drasticamente le perdite nel 2024-2025, scese a 58,1 milioni. L'equilibrio però non è ancora arrivato. Il bilancio 2025-2026 si chiude con altri 66 milioni di rosso, mentre l'indebitamento finanziario netto è salito da 280,2 a 331,1 milioni. E questo nonostante la società abbia ridotto i costi operativi di oltre 42 milioni.

Adesso si ripresenta anche il problema Champions: nella stagione 2026-2027 la Juventus sta giocando l'Europa League (che non garantisce gli stessi introiti della competizione più prestigiosa) e la società prevede un altro esercizio in perdita.

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Alla Juventus non servono subito tutti i 250 milioni

C'è però una differenza importante. I 250 milioni chiesti ora non rappresentano un buco da coprire immediatamente, ma il tetto massimo dell'aumento di capitale che il CdA vuole farsi autorizzare.

Nello scenario previsto dalla società, infatti, il fabbisogno per questa stagione e, in misura minore, per la successiva è pari a circa il 45-50% del massimale: tra 112,5 e 125 milioni. Avere a disposizione fino a 250 milioni permetterebbe invece di affrontare anche scenari peggiori e finanziare investimenti e competitività della squadra. A riguardo Exor ha già garantito il proprio sostegno e verserà immediatamente 60 milioni.

Il dato più impressionante resta però quello degli ultimi sette anni. Dal 2019 gli azionisti hanno continuato a finanziare la Juventus mentre, nei sette esercizi dal 2019-2020 al 2025-2026, il club ha accumulato quasi un miliardo di euro di perdite.

Il primo aumento da 300 milioni doveva accompagnare la crescita della Juventus di Cristiano Ronaldo. Poi sono arrivati il Covid, le perdite, i procedimenti sportivi e una stagione senza Europa. Ora servono ancora nuovi capitali. Sette anni e oltre un miliardo dopo, la Juventus continua ad avere quindi bisogno dei suoi azionisti per finanziare una crescita che ancora non riesce a sostenersi da sola.

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