Kimi Antonelli: “Mio padre non voleva che corressi in F1. Può essere molto crudele sul piano dei soldi”
Il grande momento si sta avvicinando. Se non sarà a Austin, domenica 25 ottobre, potrebbe essere l'1 novembre in Messico. In ogni caso Kimi Antonelli sarà campione del mondo di F1, lo diventerà a 20 anni e lo farà da pilota Mercedes, che è tornata a dominare e lo ha fatto con un pilota che si è coltivata in casa. Toto Wolff ha creduto in lui e lo ha sostenuto creando un rapporto di fiducia assoluta anche con il papà di Kimi, Marco che è spesso citato dal futuro campione e lo è stato anche alla vigilia del GP USA, che si tiene il 25 ottobre. Antonelli ha detto che il padre non voleva diventasse un pilota. Non per paura, ma perché non voleva che il figlio chiudesse la sua carriera per mancanza di denaro.
"Papà non voleva che gareggiassi, lo sport a volte può essere crudele"
Anche il papà di Kimi è stato un pilota, ma arrivato a un certo punto è stato costretto a fermarsi. Il legame tra padre e figlio è fortissimo. Lo sanno bene gli appassionati di F1, lo sanno perché papà Marco è una presenza costante alle gare e perché il pilota della Mercedes ne parla spesso. Da Austin lo ha definito la sua ‘roccia'. La famiglia è il punto fermo, anche la madre è ovviamente un punto fermo.
Il genitore è stato fondamentale perché è stato quello che ha indirizzato Kimi nel mondo delle corse, insegnandogli tutto ciò che poteva, però in avvio, prima ancora che Antonelli si mettesse al volante, papà Marco non voleva che il figlio corresse: "Non voleva che gareggiassi perché questo sport delle volte può essere crudele, soprattutto a livello finanziario, soprattutto quando non si ha il supporto giusto. Lui stesso ha dovuto affrontare questa realtà e senza alcun sostengo finanziario non ha potuto continuare la sua carriera agonistica".

Il grande sostegno della Mercedes nella carriera di Antonelli
Chiaro l'intento di papà Marco, che voleva proteggere il piccolo Kimi da potenziali delusioni. La passione, però, c'era, era forte. Il fuoco sacro era presente e soprattutto quel fuoco sacro è stato notato dalla Mercedes, che è stata determinante per la carriera di Kimi. Antonelli sempre con la spontaneità che lo contraddistingue dice: "Senza la Mercedes oggi non sarei qui. Mi hanno sostenuto fin dai tempi del kart e mi hanno dato le opportunità. Sarò sempre molto grato alla Mercedes".
I 9000 chilometri percorsi da Antonelli con la Mercedes prima della F1
La Mercedes ha creduto in Kimi Antonelli, lo ha messo sotto contratto quando aveva 12 anni, nel 2019 è avvenuto l'ingresso nello Junior Team, ma già da tempo lo teneva d'occhio. Prima dell'arrivo in Formula 1 la Mercedes e in particolare il team principal Toto Wolff, capendo il suo valore, lo hanno supportato, anche economicamente, per farlo crescere. I frutti oggi pagano. Dividendi straordinari per la Mercedes, Wolff e Antonelli che, come ha confermato lo stesso team principal Mercedes, ha percorso oltre 9 mila chilometri prima di salire a bordo al posto di Lewis Hamilton.
Quel chilometraggio equivale a una trentina di Gran Premi, comprende le sessioni di prove libere di due anni fa e una serie di test privati. Supporto che è stato enorme anche a livello economico, anche se una cifra ufficiale non è stata mai confermata dalla Mercedes, ma la sostanza non cambia. La Mercedes lo ha allevato, lo ha coltivato, ha capito che quel ragazzino aveva stoffa e un talento fuori dal comune, ha avuto coraggio, ha investito, tra qualche giorno andrà all'incasso, ed è solo l'inizio.