Kayky da Silva Chagas. È il nome dell'ala destra del Fluminense che il Manchester City ha già bloccato. Resterà ancora un anno nel club di Rio de Janeiro poi farà i bagagli e si unirà ai connazionali che lo accoglieranno alla corte di Pep Guardiola. Diciassette anni, sinistro vellutato, fisico brevilineo (è alto 175 cm), sfrontato nell'uno contro uno ma non innamorato della palla, rapido negli scambi, tesse la trama del gioco con la pazienza del ragno. Nell'animo mescola la tradizione secolare della ‘ginga' (che fa di lui un abile interprete dello stile brasiliano caratterizzato da cambi di passo improvvisi, agilità e capacità d'inserimento) con la modernità di un calcio che è pensiero e azione al tempo stesso. Il piede preferito è il mancino, sa farlo vibrare come le corde di un violino e quando la giocata gli riesce alla perfezione gli avversari fanno la figura delle belle statuine.

La somma investita dal City per Kayky

Dieci milioni di euro (più 11 in bonus) è la somma investita dal club inglese per rilevare l'80% del cartellino. L'ultima fetta (20%) costerà altri 4 milioni qualora il ragazzo dovesse confermare anche all'estero le qualità messe in mostra in patria. L'accostamento è già importante, forse eccessivo: lo hanno ribattezzato il nuovo Neymar. Ma Kayky non ci pensa: ha lo sguardo fisso sulla palla e un piede nel futuro. Lo costruisce nel presente, un'azione alla volta, un gol dopo l'altro. Ne ha segnati 12 in 15 presenze nel campionato brasiliano under 17, conquistando il titolo di capocannoniere del torneo e spostando su di sé i riflettori (e le attenzioni) del grande palcoscenico internazionale.

L'esultanza coi baffi dedicata a suo padre

Il ruolo di Kayky è di esterno offensivo che parte dalla corsia di destra per poi rientrare e calciare (o ricamare calcio) con il piede preferito (il sinistro). La sua storia è singolare: il Fluminense non si lasciò incantare dal provino e lo rispedì a casa ma quando se lo trovò di fronte cambiò idea… quel ragazzo così forte nel dribbling era un talento da non lasciarsi sfuggire. È lì che è iniziata la scalata al grande calcio: Kayky in campo a far gol, suo padre ad accompagnarlo nelle tappe più importanti della giovane carriera. Ed è a lui che dedica le reti quando mima un'esultanza particolare: fa gol, porta indice e medio sulla bocca e mima i baffi di papà Demir.