video suggerito
video suggerito

Icardi-Juve, non è fantasia di mercato: il perché tecnico dietro il pensiero di Spalletti

La riflessione fatta dal tecnico durante la conferenza stampa alla vigilia della partita con il Parma è sembrato un indizio: cosa ha detto sull’argentino nel raffronto con Osimhen del Galatasaray.
A cura di Maurizio De Santis
22 CONDIVISIONI
Immagine

Mauro Icardi alla Juventus. E con Luciano Spalletti allenatore dopo quanto accaduto all'Inter una decina di anni fa. Non è un'ipotesi fantasiosa di mercato né un azzardo. Il perché tecnico di questa scelta è nella riflessione fatta dal tecnico durante la conferenza stampa alla vigilia della partita con il Parma: aveva fatto il nome dell'attaccante argentino rispondendo a una domanda su Victor Osimhen, il bomber spauracchio del Galatasaray che fu protagonista della cavalcata scudetto del Napoli quando in panchina c'era l'allenatore toscano. Lo conosce bene, lo ritroverà di fronte a metà febbraio in occasione dei playoff di Champions. E nel riflettere sul nigeriano ha dato la risposta alla domanda che tutti si fanno: perché proprio Maurito? Ha le qualità del finalizzatore in area di rigore, quello che prende una palla sporca, la ripulisce e la trasforma in gol. "Tra lui e Osimhen devi solo decidere come entrare in casa: se citofonare o buttare giù la porta".

La frase di Spalletti su Icardi che è sembrato un indizio di mercato

"Se si parla di Victor, mi piace fare lo stesso citando anche Icardi" è la frase di Spalletti che, considerati gli aggiornamenti sulle trattative, acquista un valore e un peso narrativo differente rispetto a una semplice menzione. "Entrambi, in maniera differente, hanno il numero 9 come gruppo sanguigno", ha aggiunto il tecnico bianconero lasciando chiaramente intendere qual è la sua propensione ad avere negli ultimi sedici metri un nove vero, un calciatore che abbia l'istinto del killer, il fiuto del gol, che si muova in quelle zolle strisciano come un serpente pronto a mordere. E l'ultima parte del suo pensiero ne è la conferma: "Osimhen spacca la porta, ma quell'altro in area di rigore per finalizzazione è stato tra i più forti che abbia mai allenato…".

Immagine

Perché Spalletti apprezza il possibile arrivo dell'argentino

Nella Juventus attuale manca un calciatore che abbia le caratteristiche di Icardi. Con lui i bianconeri non prendono solo un centravanti ma un nove vero che sta come si sta in mezzo all'area di rigore. E che può offrire uno sbocco concreto al gioco, alla manovra, alle azioni che la squadra di Spalletti produce ma senza riuscire a essere letale. A Icardi verrebbe chiesto di fare solo una cosa: il suo mestiere di punta ‘vecchia maniera', che sta lì e aspetta l'occasione (e la palla) giusta per metterla dentro. È un terminale offensivo, lo è sempre stato. E se a Milano a un certo punto qualcosa si è rotto, è stato solo per vicende extra-calcistiche non per motivi tecnici. A Torino, con una vita ormai scevra da certe situazioni personali che lo hanno sovra-esposto alla pressione mediatica (ha rotto definitivamente con Wanda Nara), Icardi dovrebbe fare quel che è nelle sue corde di killer del gol.

22 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views