Sta tenendo banco in queste settimane l'atteggiamento di alcuni giocatori turchi nelle proprie società d'appartenenza che starebbero manifestando la propria solidarietà all'intervento militare della Turchia verso la Siria. Mescolando inevitabilmente sport e politica in un mix esplosivo che non ha lesinato ovvie polemiche.

Calcio e politica

Tra i club coinvolti da vicino ci sono anche alcune società italiane tra cui la Juventus. E durante l’assemblea degli azionisti della Juventus all'Allianz Stadium, il vicepresidente Pavel Nedved ha parlato di un confronto tra lui e Merih Demiral. Argomento? Il gesto considerato di sostegno al presidente del suo paese, Recep Tayyip Erdogan, in merito all'impegno bellico della Turchia in Siria. Il famoso saluto militare che tutti i giocatori della Nazionale hanno presentato in mezzo al cmpo, in diretta internazionale destando più di un malcontento.

Il faccia a faccia tra club e giocatore

Il vice presidente della Juventus ha voluto parlare con il proprio giocatore una volta tornato in bianconero per comprendere le reali spiegazioni di un tale atteggiamento che ha sfidato il mondo dello sport che per molti deve restare lontano da intrighi politici: "Ho voluto io parlare con Demiral anche perché ognuno ha libertà di espressione. Non ci sono problemi particolari:  noi volevamo capire il pensiero del ragazzo. Mi ha spiegato che la scelta è stata fatta dalla totalità della squadra".

‘Tolleranza' Juventus

Da parte della Juventus non vi saranno sanzioni dirette perché Demiral in quel momento rappresentava la propria nazionale turca ma Nedved non si pronuncia, un attesa proprio di sapere cosa deciderà l'Uefa in merito: "Noi dobbiamo solo aspettare quello che diranno gli organismi competenti e dovremmo attenerci a quella decisione. Il suo gesto di per sé, per noi non implica nessuna violazione"