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La Fiorentina batte il Crystal Palace: orgoglio salvo ma è fuori dalla Conference League

La Viola vince 2-1 al Franchi il ritorno dei quarti di finale, un risultato che non basta dopo la netta sconfitta (3-0) subita all’andata. Gudmundsson e Ndour gli autori delle reti.
A cura di Maurizio De Santis
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La Fiorentina esce dalla Conference League, eliminata dal Crystal Palace. La vittoria per 2-1 in casa indora la pillola ma non cambia la sostanza: si torna a casa, a pensare alla prossima sfida di campionato con il Lecce che, se vinta, significa mettere in tasca la salvezza dopo tanta sofferenza per un avvio di stagione shock. Il cammino in coppa era percorso che, in altri tempi e con un'altra classifica avrebbe, avrebbe alimentato ambizioni ma in quest'annata iniziata in maniera terribile deve andare così: accontentarsi di quel che si può fare, limitando i danni e salvando la pelle.

Il risultato e la prestazione del Franchi concedono alla Viola la passerella d'addio alla Conference League. E che tale sarebbe stata, lo aveva certificato il risultato dell'andata: 3-0, una montagna da scalare. Per passare il turno, infatti, i toscani avrebbero imporsi con ben 4 gol di scarto e sono diventati tanti, troppi quando gli inglesi hanno addirittura messo il muso in avanti siglando il vantaggio. È lì che è svanito anche quel pizzico di illusione che aveva smosso i ventimila tifosi spingendoli allo stadio. Non hanno potuto assistere all'impresa, almeno hanno goduto di un match tutto sommato piacevole nonostante l'assenza di Kean là davanti.

E Gudmundsson ha regalato loro la scarica di adrenalina che ha dato un senso alla serata: pareggio su rigore. La rete di Ndour nella ripresa ha fatto salire ulteriormente di tono la squadra di Vanoli, che ha approfittato (anche) dell'atteggiamento rinunciatario della formazione di Glasner per diventare padrona del campo. Ha continuano a provarci, con coraggio e orgoglio, ma gli ospiti sono riusciti a tenere botta. Passata la fiammata dopo il raddoppio, hanno messo il cuore in pace: per loro c'è la semifinale. Per l'Italia nessuno, tutti a casa.

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