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Ivan Zazzaroni dopo il colloquio col pm dell’inchiesta arbitri: “Querelerò il c… che mi ha offeso”

Il giornalista Ivan Zazzaroni dopo essere stato ascoltato in Procura come teste nell’inchiesta di Milano ha pubblicato un post nel quale ha voluto chiarire alcuni punti.
A cura di Alessio Morra
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Il giornalista Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, nella giornata di martedì è stato ascoltato dal pm Maurizio Ascione come testimone nell'ambito dell'inchiesta che riguarda il mondo arbitrale. L'audizione è durata circa due ore. Zazzaroni con un lungo post su Instagram senza naturalmente rivelare il contenuto della chiacchierata, ha voluto chiarire alcuni punti, dicendo anche, nemmeno tanto tra le righe, che l'inchiesta è caratterizzata in gran parte da lotte arbitrali intestine, nata da chi è stato escluso e che cerca di vendicarsi con la giustizia penale. Ed ha dichiarato che querelerà chi lo ha offeso sui social.

"Qualcuno ha tratto conclusioni, mi ha offeso e sarà querelato"

Zazzaroni ci tiene a precisare una cosa, è la prima del suo lungo post. Querelerà chi traendo conclusioni errate e faziose lo ha offeso: "Un paio di co*****i del web hanno tratto conclusioni tifose, offendendomi pesantemente, sulla base del sentito dire: uno di questi sarà querelato – è la mia prima volta in 46 anni di professione, sono quasi emozionato – e il ricavato lo destinerò alla raccolta fondi a favore delle vittime di #Crans".

"L'inchiesta è caratterizzata da lotte arbitrali incommentabili"

Successivamente ha effettuato un paio di riflessioni, una sul VAR: "Percepito come illecito da un tifoso che, assistendo a Verona-Inter, ha ritenuto che il mancato intervento di Lissone fosse doloso. Una lettura pericolosissima che se diffusa ci avvicinerebbe alla fine del calcio: se non si comprende che anche il Var può sbagliare (e sbaglia troppo) è meglio mollare tutto e darsi all’ippica dove c’è il fotofinish, lo zio della goal-line technology".

L'altra invece riguarda le lotte arbitrali che hanno innescato, a suo dire, questa inchiesta che, parole di Zazzaroni: "È caratterizzata principalmente da lotte arbitrali incommentabili. Chi viene dismesso pensa di potersi vendicare ricorrendo al giudice penale che diventa così lo sfogatoio delle battaglie di settore. Un settore che andrebbe ripulito. Nel tentare di approfondire tali condotte si è innestata una conoscenza approssimativa delle normative e delle “prassi” arbitrali, ovvero i criteri utilizzati dal designatore, organo monocratico, ad ogni livello per individuare l’arbitro da destinare alla gara".

Infine un'ulteriore puntualizzazione: "Non ho tifato per nessuno. Tantomeno per Marotta che per anni non ho sentito, ho portato le mie conoscenze dirette, cercando di salvaguardare l’immagine di Gianluca Rocchi che ha detto addio al mondo arbitrale. Io tifo per ciò che so e penso, per il mio giornale e il mio lavoro, oltre che per il Bologna (da sempre) e il Napoli (da Maradona in avanti)". E a corredo di quel post ha aggiunto l'immagine di uno striscione che gli dedicarono dei tifosi interisti, nel 2022, con parole per niente amichevoli.

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