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Mondiali di calcio 2026

Il trucco di Cristiano Ronaldo sulla punizione segnata da Nuno Mendes ai Mondiali: recita anche le parole

Cristiano Ronaldo ha finto fino all’ultimo di battere lui il calcio di punizione segnato poi dal compagno Nuno Mendes in Portogallo-Uzbekistan, con tanto di recita delle parole per autocaricarsi quando si è piazzato sul pallone nella sua classica postura.
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Il Portogallo e Cristiano Ronaldo si sono rimessi in carreggiata alla grande, dopo il deludente esordio ai Mondiali (1-1 col Congo), triturando nella seconda giornata per 5-0 il malcapitato Uzbekistan di Cannavaro. Il 41enne bomber ha messo a segno una doppietta, una reazione d'orgoglio dopo le tante critiche ricevute da chi lo invitava senza mezzi termini a ritirarsi per evidente bollitura. "Sembrava che mi fossi ritirato e invece sono tornato", ha detto CR7 con sarcasmo, che è diventato il primo calciatore ad andare a segno in sei edizioni dei Mondiali.

La lunga recita di Cristiano Ronaldo sul gol di Nuno Mendes in Portogallo-Uzbekistan

In mezzo ai due gol realizzati nel primo tempo di Portogallo-Uzbekistan, Ronaldo ha anche messo lo zampino nella seconda rete lusitana, segnata al 17′ su calcio di punizione da Nuno Mendes. La sua lunga finta, con lo scopo di far credere a tutti che avrebbe calciato lui, è iniziata mettendosi subito sul pallone appena l'arbitro ha fischiato il fallo al limite dell'area uzbeka ed è poi proseguita con la sua classica routine, inclusa la ‘recita' delle parole di auto motivazione che di solito precedono la sua battuta.

Una tattica che ha tratto in inganno gli avversari, in primis il portiere uzbeko Nematov, che evidentemente si aspettava – come praticamente tutti allo stadio e davanti alla TV (tranne i portoghesi) – che a calciare fosse Ronaldo.

La conclusione col mancino di Nuno Mendes si è insaccata beffando l'estremo difensore, e dopo la rete – mentre tutto il Portogallo festeggiava il calciatore del PSG – Cristiano si è ripetutamente indicato la testa, a significare come il gol fosse frutto della loro intelligenza nel congegnare il ‘trucco' ai danni del portiere e della barriera dell'Uzbekistan.

Insomma, un Ronaldo decisivo anche senza toccare il pallone, cosa che peraltro era accaduta solo cinque volte prima dell'hydration break della prima frazione, compreso il tocco che al 6′ gli aveva consentito di sbloccare il risultato. Il bomber lusitano è poi rimasto in campo per l'intero incontro, a dispetto dell'età e della gestione delle energie: Roberto Martinez sapeva bene che Cristiano avrebbe pagato di tasca propria pur di mettere a segno qualche altro gol…

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