Cristiano Ronaldo è l’ombra di sé stesso ai Mondiali, Thierry Henry mostra a tutti il suo egoismo

Un fantasma, l'ombra di sè stesso. Anzi, ancora peggio, secondo Thierry Henry: una presenza dannosa per la sua squadra, sacrificata sull'altare del proprio egoismo. L'esordio di Cristiano Ronaldo ai Mondiali 2026 col suo Portogallo è stato un flop totale: la nazionale lusitana è stata fermata sull'1-1 dalla Repubblica Democratica del Congo, che non ha mollato dopo il gol iniziale di Joao Neves ed è riuscita a portare a casa il meritato pareggio grazie alla rete di Wissa.
Il flop di Cristiano Ronaldo all'esordio ai Mondiali: a 41 anni è un fantasma
Le statistiche di Ronaldo, 41 anni compiuti lo scorso febbraio e ancora una macchina da gol ai ritmi (e al basso livello) dell'Arabia Saudita, sono impietose: zero tiri nello specchio della porta, zero dribbling, zero passaggi chiave, solo 25 palloni toccati in tutta la partita, 3 possessi persi. Il cinque volte Pallone d'Oro è stato controllato abbastanza agevolmente dalla difesa del Congo, mostrando tutto il peso di un'età che pur con la cura mostruosa del suo fisico non gli consente più di avere rapidità e brillantezza contro gente parecchio più giovane di lui.
Henry è uno degli analisti di FOX Sports, il canale che trasmette la Coppa del Mondo negli Stati Uniti, e nel dopo partita non ha avuto compassione di Ronaldo, distruggendolo non sul piano calcistico, ma ancor prima su quello della dedizione alla causa comune. L'ex campione d'Europa e del mondo con la Francia, oggi 48enne, ha mostrato una sola azione con protagonista (negativo) CR7, per dare sostanza alle sue argomentazioni.
Thierry Henry demolisce Ronaldo: "È la squadra che deve segnare, non tu"
Siamo nel secondo tempo, sull'1-1: lo juventino Conceicao va via a destra e mette in mezzo un pallone invitante su cui si butta Ronaldo calciando malamente fuori, mentre alle sue spalle Bruno Fernandes recrimina vistosamente. "Ora vi spiego cosa sta facendo – attacca Henry mentre scorre il video dell'azione – Conceicao sta per ricevere il pallone. Cristiano Ronaldo si è trovato in quella situazione tantissime volte. Se fai quella corsa lì (ovvero attaccare la profondità andando verso il portiere, ndr), costringi il difensore a prendere una decisione e a occupare la zona dei sei metri. Ma siccome lui vuole segnare a tutti i costi, si infila proprio sulla traiettoria del passaggio verso Bruno Fernandes".
"Se invece fosse entrato in quell'area dei sei metri, il difensore sarebbe stato costretto a seguirlo – continua Henry – E a quel punto sarebbe stato un tap-in facile per Bruno Fernandes. Invece, proprio perché vuole segnare lui, va a intralciare il passaggio per il compagno. Così sono in visione entrambi i giocatori e per i difensori diventa più facile marcare. Questo è il mio punto: è la squadra che deve segnare, non tu. Avete visto la reazione di Bruno Fernandes dietro? Era tipo: ‘Lasciala scorrere, fai la tua corsa, crea spazio così posso appoggiarla in rete'. Ma non è successo".
Prosegue dunque il digiuno di Cristiano Ronaldo nei grandi tornei giocati col Portogallo: siamo a 10 partite senza gol. Un mesto modo di festeggiare il record raggiunto oggi dal bomber di Madeira, che scendendo in campo dal 1′ contro il Congo è diventato il giocatore di movimento più anziano in una formazione titolare nella storia dei Mondiali. Inoltre CR7 ha raggiunto – dopo qualche ora – Leo Messi come secondo giocatore nella storia a disputare sei edizioni della fase finale della Coppa del Mondo. Diciamo che il campione argentino è apparso appena più arzillo nel suo esordio con tripletta contro l'Algeria…