2 Luglio 2021
9:30

Il Covid pesa come Cristiano Ronaldo: come cambiano le strategie della Juventus

La pandemia ha bruciato 320 milioni di ricavi nei conti della Juventus: praticamente quanto investito tra cartellino e ingaggio di CR7, il cui futuro resta al centro delle future mosse di mercato. Ora si attende l’aumento di capitale da 400 milioni, il secondo negli ultimi due anni, dopo quello da 300 milioni sottoscritto nel 2019.
A cura di Benedetto Giardina

Una mazzata da 320 milioni di euro. Il Covid-19 ha tolto dalle casse della Juventus una cifra paragonabile all'investimento fatto per portare in bianconero Cristiano Ronaldo, tra costo del cartellino e ingaggio. Ma l'effetto tangibile, sui conti juventini, è un altro: la pandemia ha costretto la proprietà al secondo aumento di capitale nel giro di due anni. Un intervento da un massimo di 400 milioni di euro, da definire e approvare a settembre, per il quale Exor ha dato il proprio ok relativamente alla quota di pertinenza (pari al 63,8% del capitale, ovvero poco più di 255 milioni di euro). Cifra che va sommandosi al precedente aumento di capitale, per complessivi 299.911.355,04 euro, varato nel novembre del 2019. Solo che all'epoca, le motivazioni legate all'immissione di capitali freschi nelle casse societarie era perlopiù sportiva, data la necessità di fronteggiare costi della rosa in costante crescita, complice per l'appunto l'acquisto di Ronaldo. Adesso i soldi servono per «mantenimento della competitività sportiva, incremento della visibilità del brand Juventus e consolidamento dell’equilibrio economico e finanziario». In sostanza, per restare nei parametri del Piano di sviluppo previsto fino al 2024.

Quanto pesa il Covid-19 nelle casse della Juventus

L'impatto economico del Covid-19 è stimato in 320 milioni di euro su tre esercizi. Vale a dire, dalla stagione 2019/20, colpita a metà del suo corso dalla pandemia, fino agli effetti previsti per la prossima annata. L'ultima, nelle aspettative della Juventus, in cui si dovrebbero protrarre le misure che hanno generato un tale impatto negativo. Il Cda bianconero, benché ad oggi non sia «ancora possibile definire con ragionevole certezza quando cesseranno gli effetti negativi causati dalla crisi sanitario-pandemica», ipotizza «di operare dalla stagione 2022/23 in assenza di impatti legati alla pandemia», motivo per cui «ha confermato i principali obiettivi strategici del Piano di sviluppo». Nessun ridimensionamento, dunque, almeno per ciò che riguarda la pianificazione fino al 2024. Ma per sostenere questo piano, allo stato attuale, servono interventi diretti da parte dei soci. L'aumento di capitale, per l'appunto.

La pandemia pesa praticamente quanto Cristiano Ronaldo. Anzi, poco meno. Per assicurarsi il portoghese, la Juventus ha versato nelle casse del Real Madrid un totale di 115,8 milioni di euro, messi a bilancio come "costo storico" del cartellino del giocatore. A questa cifra vanno aggiunti inoltre i circa 54 milioni lordi di compenso annuo, che portano dunque il totale a poco più di 330 milioni di euro per il quadriennio previsto dal contratto di CR7. Tutto questo senza considerare i cosiddetti oneri accessori, ovvero i compensi da riconoscere al suo agente Jorge Mendes per il trasferimento in Italia. Nel bilancio relativo alla stagione 2018/19, la Juventus aveva capitalizzato quasi 11,9 milioni di oneri accessori per Ronaldo, con altri 8,9 milioni di carico residuo. Inoltre ci sono i compensi da riconoscere in caso di permanenza a Torino: nel caso di Ronaldo, 750 mila euro da girare a Mendes ogni anno per il 2019/20 e il 2020/21. La conferma nella prossima stagione varrà al superagente della Gestifute 1,125 milioni di euro in più.

L'aumento di capitale salva i piani della Juventus

Il consiglio di amministrazione della Juventus, intanto, «ha definito le linee guida di un rafforzamento patrimoniale mediante aumento di capitale per massimi 400 milioni di euro», soldi che serviranno per perseguire «gli obiettivi di sostanziale equilibrio economico-finanziario post effetto pandemico». Quando verrà definitivamente varato, sarà il più dispendioso aumento di capitale della storia del calcio italiano, superando il primato già fissato dai bianconeri nel 2019. All'epoca, venne approvato un aumento di capitale per poco meno di 300 milioni di euro. Stavolta, il massimo indicato dal club bianconero è di 400 milioni, con Exor che ha già dato la propria disponibilità per quanto riguarda la quota di capitale ad essa riferita. In totale, nel giro di due anni, la Juventus si ritrova ad approvare due aumenti di capitale per un massimo di 700 milioni di euro.

Di fatto, l'ultimo aumento di capitale annunciato dalla Juventus servirà per sostenere il progetto stilato nel 2019. Niente spese folli sul mercato, chiaramente. Anche solo per una questione temporale, dato che la proposta di aumento di capitale verrà esaminata a settembre (quando il Cda si riunirà per l'approvazione del progetto di bilancio relativo all'esercizio 2020/21) e l'assemblea dei soci è prevista a ottobre. Di fatto, l'intervento dei soci è necessario per mantenere il piano quinquennale nato prima che il Covid-19 stravolgesse l'intero pianeta. Per la Juventus, dunque, la priorità in vista di questa sessione di mercato sarà quella di mantenere alleggerire il costo della rosa, senza però andare incontro a cessioni dolorose o addii pesanti, sia dal punto di vista sportivo che dal quello del prestigio internazionale.

Quali conseguenze per il mercato della Juventus

Che Exor metta 255 milioni (su 400 totali) per poi perdere un asset come Ronaldo non è uno scenario da prendere in considerazione, anche se dopo l'eliminazione dall'Europeo per mano del Belgio non si hanno ancora certezze sulla sua permanenza, avendo un solo anno di contratto: «L'investimento presenta risultati positivi – ha ammesso Andrea Agnelli in conferenza stampa – faremo soprattutto delle valutazioni soprattutto tecniche perché non si può agire solo per motivi commerciali». Il direttore sportivo Cherubini, inoltre, ha aggiunto: «I segnali attuali, da parte del club e dell'agente, non vanno in direzione di un trasferimento di un giocatore centrale nel nostro progetto. Non ho la sfera di cristallo per sapere cosa accadrà in futuro, oggi la situazione è questa e siamo contenti che Cristiano sia al centro della nostra squadra». Anche in una situazione complessa come quella attuale, per la quale la Juventus si ritrova a fronteggiare 320 milioni di euro di mancati ricavi. Un ammanco che ha reso necessario un altro aumento di capitale, il secondo dal 2019.

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