Gabigol non tornerà in Italia, né indosserà la maglia dell'Inter. Non rientra nei piani dei nerazzurri, che ne hanno ipotizzato la cessione per reinvestire il tesoretto in altre operazioni. Lui stesso immagina il futuro lontano da Milano e dalla Serie A. Il suo cartellino è una risorsa preziosa, regala fiches importanti da piazzare sul tavolo per altri affari che lo staff di mercato ha in agenda. L'ex Santos resterà in prestito al Flamengo ancora per una decina di giorni, a fine dicembre scade l'accordo con la società carioca che lo ha rigenerato.

Dopo aver vinto da protagonista la Copa Libertadores, saluterà (forse) la casacca rossonera con il Mondiale per Club in attesa di definire la propria situazione. L'obiettivo dei ‘rubro-negro', però, è riscattarlo per una somma di 20/25 milioni di euro. Basteranno per strappare il sì dell'Inter?

Credo proprio che non tornerò in Italia – ha ammesso Gabigol dopo la vittoria contro l'Al Hilal – all'Inter ho avuto poche opportunità ma è stato bello comunque.

Nessuna possibilità che ci ripensi né che la stessa Inter cambi idea su di lui riportandolo a San Siro tra qualche settimana. Sono altri i profili tattici cercati da Conte, che vuole pedine per il centrocampo. Sono altri i programmi che ha in mente il calciatore finalmente ritrovatosi in patria tanto da (ri)meritare le attenzioni della Seleçao. Lo ribadiscono i numeri: 34 gol in 41 partite stagionali

C'è un contratto che mi lega fino al 2022 all'Inter e ho molto rispetto per la società ma non ho contatti con il club – ha aggiunto Gabigol -. Vediamo cosa succede a gennaio, se ne parlerà dopo la finale. All'Inter non ho avuto tante opportunità, ho giocato pochi minuti ma è stato comunque un periodo importante della mia carriera. Un periodo che mi ha insegnato molto a livello personale e non dimenticherò facilmente.