Dzyuba, ex bomber dello Zenit: “Mancini non sapeva i nomi dei giocatori, chi era destro o sinistro. Si spaccava di lampade”

Artem Dzyuba è una leggenda del calcio russo, le parole del 37enne bomber moscovita – che ha chiuso l'ultima stagione nell'Akron Togliatti – hanno un certo peso. E non sono esattamente lusinghiere nei confronti di Roberto Mancini, con cui ha condiviso la stagione 2017/18 allo Zenit San Pietroburgo, un'annata deludente (incastonata tra l'anno sabbatico seguito all'addio all'Inter e il primo approdo sulla panchina dell'Italia), col quinto posto in campionato, peggior risultato dello Zenit da parecchi anni, e le eliminazioni precoci in Europa League (ottavi) e coppa nazionale (sedicesimi).
Dzyuba su Mancini allo Zenit: "Non conosceva i nomi dei giocatori"
"Mancini poteva andarsene a metà allenamento, non sapeva come si chiamassero la metà dei giocatori, non sapeva chi fosse destro e chi mancino", ha raccontato Dzyuba nelle stesse ore in cui il 61enne allenatore jesino è stato presentato da Giovanni Malagò assieme a Claudio Ranieri come la coppia da cui ripartirà il malmesso calcio italiano.

Dzyuba, che col gol segnato lo scorso marzo in un'amichevole vinta 5-0 con Grenada è diventato il miglior marcatore nella storia della nazionale russa (31 reti), è un'istituzione allo Zenit, club con cui ha vinto quattro campionati (capocannoniere nel 2021), due coppe nazionali e cinque supercoppe.
Per far capire come non scherzasse con le sue affermazioni su Mancini, l'ex attaccante ha portato un esempio che ricorda tuttora benissimo: "C'è stato un episodio: avevamo preso Yohan Mollo (un esterno destro francese, ndr) dal Krylia Sovetov, dopo che ci avevano battuto 3-0. In quella partita credo avesse fatto un gol e due assist, ci aveva completamente distrutto ed è piaciuto a qualcuno dei dirigenti. Durante un allenamento stava calciando delle punizioni e Mancini ha iniziato a urlargli contro: ‘Ma calcia normalmente! Perché la batti col destro e non col sinistro?'. Mollo gli fa: ‘In che senso?'. E Mancini: ‘Ma se sei mancino!'. ‘Mister, sono destro'. E Mancini: ‘Ah sì? E calci così da schifo col destro?'. Cioè, non sapeva nemmeno chi fosse destro o mancino".

"Passava il tempo a spaccarsi di lampade, gli mancava solo di andare in giro con le fettine di cetriolo sugli occhi"
C'è poi qualcos'altro di extracalcistico che Dzyuba non ha dimenticato, l'abuso di lampade solari del mister: "Mancini passava il tempo al centro sportivo a spaccarsi di lampade. Tornando dall’allenamento si arrotolava i pantaloncini lui si arrotolava i pantaloncini… era già giallo. Color carota. Gli mancava solo di andare in giro con le fettine di cetriolo sugli occhi. Poi magari noi stavamo ancora lì a faticare in campo, lui guardava l'orologio e faceva: ‘Ma andatevene…'. Si girava e se ne andava. Poi rientravamo e lo trovavamo lì sulla cyclette, a pedalare tranquillo, a godersela. Era un bel personaggio, davvero divertente". E meno male…
Sono parole ingenerose nei confronti di Mancini, che in carriera ha vinto tanto anche da allenatore e certamente non lo ha fatto ignorando i nomi dei calciatori o il loro piede buono. Chissà se il tecnico jesino vorrà rispondere al suo ex calciatore, che peraltro era un pilastro in campo e in spogliatoio. Peraltro, di tutte le dichiarazioni, probabilmente quella sulle lampade è la meno smentibile…