Il Belgio ha già gettato la spugna: la stagione regolare non si disputerà più. Una decisione importante che potrebbe fare da apripista al calcio europeo oramai messo in ginocchio dalla pandemia di coronavirus. La situazione è grave e il tempo oramai stringe: per ripartire ci vorrebbero altre tre-quattro settimane di preparazione prima di iniziare a scendere in campo e i calcoli portano il ritorno alle partite non prima di maggio.

Così, il Belgio non ha preso più tempo decidendo per lo stop definitivo, malgrado nell'ultima riunione dell'Uefa con le 55 federazioni continentali l'idea di fondo fosse quella di concludere la stagione in qualsiasi modo posticipando fino oltre al limite la fine dei campionati e delle coppe. Una scelta che adesso sembra però iniziare a contare nuove defezioni, come potrebbe arrivare dal Paese vicino ai belgi, l'Olanda.

Il calcio olandese fermo fino al 1° giugno

A lanciare l'allarme e a provare a fare da spartiacque è stato l'AZ  Alkmaar che ha avvisato a voce la Federcalcio olandese nella giornata di giovedì 2 aprile con la precisa richiesta di interrompere immediatamente l'Eredivisie, il campionato principale. La competizione è stata sospesa dall'inizio di marzo a causa della crisi sanitaria di coronavirus, obbligando l'interruzione di ogni attività sportiva e obbligando all'isolamento la popolazione.

La nota dell'Az: "Troppe incertezze, calcio di secondaria importanza"

Martedì scorso il Governo olandese aveva riferito che il calcio professionistico non sarebbe ripartito in tempi brevi dando come indicazione per la ripresa possibile il 1 ° giugno, obbligando il divieto di qualsiasi allenamento fino almeno al 28 aprile. Il direttore generale dell'AZ Robert Eenhoorn ha provato a spiegare il proprio punto di vista,cercando di trovare altri club della stessa opinione: "Comprendiamo meglio di chiunque altro che questa sarà una decisione molto difficile ma troviamo l'attuale situazione di emergenza sanitaria troppo preoccupante per pensare di giocare il resto delle partite,anche senza un pubblico. Una scelta che  risulta di secondaria importanza per noi. Davanti alla troppa incertezza su come si svilupperà il virus, chiediamo l'interruzione della stagione".