Diego Gomez piange in conferenza, il ct lo consola: “Per me hanno già vinto”. È lo spirito dei Mondiali

Cosa significa giocare un Mondiale e rappresentare il proprio Paese? Lo ha spiegato a tutti involontariamente Diego Gomez, uno dei calciatori più rappresentativi del Paraguay, che si è lasciato travolgere dalle emozioni quando è intervenuto in conferenza stampa al fianco del suo ct Alfaro per parlare dell'esordio iridato contro gli Stati Uniti. Le sue lacrime sono state contagiose per i presenti che hanno capito l'amore del giocatore del Brighton per la sua terra e soprattutto il peso di vestire la maglia della nazionale. A consolarlo ci ha pensato proprio l'allenatore con fare paterno in quello che è stato senza dubbio uno dei momenti più significativi di questo avvio di Mondiali.
Diego Gomez del Paraguay scoppia a piangere ai Mondiali
Una domanda come tante, che sembrava presagire una risposta come tante e invece Diego Gomez ha fatto parlare il cuore. In campo contro i padroni di casa degli USA, il centrocampista cercherà di onorare al meglio il Paraguay: "Mi sento benissimo, sono davvero tranquillo. Sono consapevole dell'enorme entusiasmo che il popolo paraguaiano nutre per noi, e sappiamo anche cosa significa rappresentare il nostro Paese. Dopo tanti sforzi per qualificarci a un Mondiale siamo arrivati a questo momento molto ben preparati". Dai singhiozzi si è passati alle lacrime, tra gli applausi di tutti i presenti visibilmente emozionati.
Con l'incoraggiamento del commissario tecnico Alfaro ("Questo è quello che sentiamo, questo è il Paraguay"), Gomez ha provato ad andare avanti senza però riuscire ad evitare di piangere ancora: "Sono molto felice di essere qui a rappresentare il mio Paese, per il quale finalmente ci siamo qualificati dopo tanto tempo. Mi conoscete, sono molto emotivo e sto davvero cercando di dare il 100% per portare gioia a tutte queste persone". Bellissimo l'abbraccio con l'allenatore, con la sala stampa che si è alzata in piedi per celebrare questo momento.

Il ct Alfaro lo consola con un bel discorso
Questo intervento di Diego Gomez ha rappresentato un assist per Alfaro per un lungo monologo incentrato sul percorso dei calciatori del Paraguay e su quanta fatica ci sia dietro questo risultato: "Loro vengono da una lotta molto molto forte, vengono da grandi avversità, da un sacco di posticipazioni, da un sacco di dispiaceri, da un sacco di volte in cui si è guardato il pavimento e non si sono trovate risposte. A volte si comincia a chiedersi se non si sia maledetti". Quanto fatto finora da questo gruppo rappresenta già qualcosa di importante, anche perché per molti è il coronamento di un sogno.
In primis per Diego Gomez che deve ripensare alle sue origini: "E a un certo punto abbiamo parlato e gli ho detto che per me avevano già vinto. Hanno già vinto. Hanno già vinto quando hanno deciso di alzarsi nei momenti più avversi, quando hanno deciso o quando sono riusciti non solo a continuare a lottare, ma a ottenere una qualificazione dopo 16 anni, quando sembrava che tutto fosse impossibile, quando non c'era un barlume di speranza da nessuna parte per il modo in cui hanno scelto di farlo, perché questa è l'espressione di Diego quando ha calciato il primo pallone, l'espressione che sognava da bambino quando mi raccontava che i suoi genitori lo portavano ad allenarsi in bicicletta e all'improvviso dovevano comprarsi le prime scarpette per poter lavorare".
La chiusura è da applausi, ancora: "Tutto fa parte dell'esperienza, fa parte del percorso, fa parte dell'apprendimento. Noi non veniamo solo per competere, veniamo anche per imparare. Anch'io devo imparare, tutti dobbiamo imparare. Quindi, non so se sia giusto separare queste cose, dominarle sì, ma sapere che quando scenderemo in campo guarderemo a tutto il cammino che abbiamo percorso. E quando suoneranno l'inno e si abbracceranno per cantarlo, si abbracceranno con i 7 milioni di paraguaiani che saranno rappresentati in quella maglia insieme a loro e, anche se magari non basterà per vincere la partita, lo sforzo lo faremo, su questo non ci sono dubbi".