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Cosa rischia l’Inter per il petardo che ha sfiorato Audero: non solo una multa pesante

Il Codice di Giustizia Sportiva è chiaro su casi del genere: le società sono responsabili del comportamento dei propri sostenitori. Ecco gli scenari possibili, dal meno grave al più drastico.
A cura di Maurizio De Santis
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Cosa rischia l'Inter per il petardo lanciato dai suoi tifosi a Cremona ed esploso nei pressi di Audero? Il portiere, inizialmente stordito, ha lamentato un problema all'orecchio ma è riuscito a restare in campo e a concludere regolarmente la partita. Un dettaglio quest'ultimo tutt'altro che trascurabile perché se fosse stato costretto a uscire, il pericolo della sconfitta a tavolino sarebbe stato concreto. È certo che quanto accaduto non resterà impunito visto che, da regolamento, anche se quel mortaretto è stato tirato da una singola persona, il club ne è legalmente responsabile: al comma 3 dell'articolo 25 (prevenzione dei fatti violenti) recita che "le società rispondono per la introduzione o utilizzazione negli impianti sportivi di materiale pirotecnico di qualsiasi genere, di strumenti ed oggetti comunque idonei a offendere". Lo scenario più probabile potrebbe prevedere sanzioni economiche e disciplinari quali: una diffida e un'ammenda pecuniaria di notevole importo, che può essere più elevato a seconda della gravità dell'episodio e delle circostanze; l'obbligo di disputare gare a porte chiuse (se il fatto viene considerato grave o se c'è recidiva); chiusura di un settore dello stadio di Milano, una sanzione che viene applicata spesso disponendo la squalifica di un turno (anche con la condizionale) per il settore occupato dalla tifoseria organizzata, individuata quale responsabile del lancio.

Le possibili sanzioni del Giudice Sportivo che colpiranno l'Inter

Gli articoli del Codice di Giustizia sportiva che possono aiutare a orientarsi e a ipotizzare quale sarà il provvedimento degli organi disciplinari sono: 6 comma 4 (responsabilità delle società), 8 (sanzioni a carico delle società), 25 comma 3 (prevenzione dei fatti violenti), 26 (fatti violenti dei sostenitori) e il 29 (esimenti e attenuanti per i comportamenti dei sostenitori). Il punto di partenza è il seguente: "Le società rispondono per i fatti violenti commessi in occasione della gara da uno o più dei propri sostenitori, sia all’interno dell'impianto sportivo, sia nelle aree esterne immediatamente adiacenti, se dal fatto derivi un pericolo per l’incolumità pubblica o un danno grave all’incolumità fisica di una o più persone". Per situazioni del genere "si applica la sanzione dell'ammenda con eventuale diffida nelle seguenti misure: da euro 10.000,00 ad euro 50.000,00 per le società di serie A". Una punizione che, in cado di recidiva o di aggravanti ulteriore, può essere anche più severa e portare anche alla squalifica del campo.

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Perché i nerazzurri hanno rischiato la sconfitta a tavolino per 0-3

Il presidente dell'Inter, Marotta, ha condannato duramente e in diretta tv quel "fattaccio" per il quale l'Inter ha corso il rischio di vedersi inflitta la sconfitta a tavolino per 0-3 (oltre a una serie di sanzioni accessorie) qualora si fosse verificata un'alterazione del regolare svolgimento della partita oppure fatti o situazioni ne abbiano impedito la regolare effettuazione (articolo 10, comma 1). Cosa che sarebbe potuta avvenire se Audero non fosse stato in grado di giocare e avesse chiesto la sostituzione per un infortunio direttamente provocato dalla deflagrazione. Pericolo scampato ma il Giudice Sportivo, leggendo anche il rapporto degli ufficiali di gara e dei commissari di campo, si riserva comunque di valutare se quell'episodio ha in qualche modo condizionato la sua prestazione oppure ha avuto riflessi successivi (per esempio: se Audero dovesse riportare danni all'udito accertati dopo la gara).

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