Conte alla Juventus al posto di Spalletti, cosa sappiamo sulle flebili voci di esonero e ribaltone

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Antonio Conte al posto di Luciano Spalletti: cosa c’è di vero sulle voci del possibile esonero dell’allenatore della Juve per far posto al tecnico salentino.

Gol di Adzic e Juventus al tappeto. Il rocambolesco 3-2 con cui il Sassuolo ha battuto i bianconeri al Mapei Stadium sembra aver già aperto la crisi in casa della Vecchia Signora. Si è parlato di una Juve troppo spavalda nel finale, convinta di poter vincere e ingenua nel sottovalutare le ripartenze dei padroni di casa, tanto da lasciare il solo Douglas Luiz davanti a Vicario. Giudizi frutto di un risultato sicuramente negativo per una Juventus che, mai come quest'anno, deve puntare a migliorare la posizione in classifica della passata stagione.

Ed è per questo che Luciano Spalletti è finito subito sul banco degli imputati, tanto che qualcuno invoca già il nome di Antonio Conte. L'esonero non è una strada percorribile a detta dell'amministratore delegato Giovanni Carnevali, che al termine della partita di Reggio Emilia aveva espresso il suo pensiero a riguardo: "Cambiare allenatore non è nel mio spirito, dobbiamo cercare di programmare e costruire: bisogna dare tempo e avere pazienza, sapendo che bisognerà ingoiare bocconi amari".

La traduzione è chiara: cambiare oggi non serve a nulla per il bene della Juventus, bisogna toccare il fondo prima della rinascita. È un po' questo ciò che trapela in casa bianconera, anche se il nome di Conte stuzzica i nostalgici: coloro che hanno ancora negli occhi i trionfi, le vittorie, la grinta, la passione e il coraggio dell'allenatore leccese, capace di far rinascere la Juventus post-Calciopoli quando nessuno prima di lui ci era riuscito. Al momento Conte non ha una squadra e solo la chiamata di una big o un progetto ambizioso potrebbero far terminare il suo anno sabbatico.

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Spalletti e Conte da avversari.

Conte e la scelta di fare un anno sabbatico dopo Napoli

L'intenzione di Conte, dopo le due stagioni al Napoli, è proprio quella di restare un anno in attesa prima di agire. Di certo l'ipotesi di rientrare in corsa non è mai stata nelle sue corde: preferisce sempre un progetto che parta da inizio stagione, in modo da poter gestire in prima persona sia la preparazione atletica che il mercato. Cosa che non accadrebbe subentrando adesso.

A fargli cambiare idea potrebbe essere dunque solo il richiamo di una top club europea pronta a ridimensionare la propria stagione consegnandogli la squadra. Ci sta pensando il Manchester United, deludente in queste prime uscite in Premier, che punta sulla conoscenza del campionato inglese da parte di Conte per via delle sue esperienze al Tottenham e al Chelsea. Ma non sarà facile: l'ex allenatore di Juventus e Napoli, infatti, proprio con gli Spurs ha vissuto la sua prima e unica esperienza da subentrato a stagione in corso, e di certo non è andata benissimo.

Per questo motivo la Juventus, che indubbiamente occupa sempre un posto speciale nel suo cuore, potrebbe rappresentare un'eccezione. Conte vive ancora a Torino con la sua famiglia e la sua vita è in Piemonte. Pensare oggi a una chiamata da parte della Juventus appare però difficile: la società bianconera sembra orientata a proseguire con convinzione insieme a Spalletti, pur sapendo che potranno esserci altre sconfitte e battute d'arresto importanti.

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Cristiano Giuntoli con Thiago Motta, la sua scommessa persa alla Juventus

Juventus, quanti cambi in panchina negli ultimi anni

La dirigenza non vuole più incorrere nei troppi cambi in panchina ravvicinati a cui si è assistito in questi anni: da Sarri a Pirlo, passando per il ritorno di Allegri, Montero (ad interim), Thiago Motta, Tudor, Brambilla (ad interim) e infine Spalletti. Troppi per la tradizione della Juventus che, storicamente e sotto la guida della famiglia Agnelli, ha spesso badato a esonerare poco, preferendo un percorso a lungo termine con un allenatore-manager in stile inglese (come accaduto ad esempio con i cicli di Trapattoni, Lippi e degli stessi Conte e Allegri).

La parola d'ordine deve essere continuità, anche perché mai come oggi i conti in casa Juve non permettono troppi stravolgimenti: esonerare Spalletti significherebbe tenere a bilancio un contratto pesante sia per durata sia per ingaggio, e ingaggiare Conte richiederebbe uno sforzo analogo. Insomma, la Juventus per ora preferisce mantenere la calma e proseguire con il progetto Spalletti.

L'allenatore, prima di fare del Napoli il suo giocattolo perfetto con la vittoria netta dello Scudetto 2023, aveva conquistato in Campania solo un terzo posto nella stagione precedente (risultato che aveva comunque riportato i partenopei in Champions dopo due anni). Per questo motivo la dirigenza bianconera vuole concedere tempo in abbondanza al tecnico prima di tirare le somme, senza farsi prendere dalla frenesia o condizionare dalla legittima frustrazione dei propri tifosi.

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