Antonio Conte tra presente e futuro: l’ipotesi anno sabbatico dopo le voci sulla Nazionale e il tormentone Juve
Antonio Conte fermo ai box. È questa la notizia, quasi sorprendente, guardando il curriculum e il peso del tecnico salentino. Dopo aver chiuso la sua esperienza al Napoli, l'allenatore classe 1969 non ha scelto una nuova panchina e, a mercato degli allenatori ormai definito, il suo futuro resta ancora tutto da scrivere.
Eppure il suo nome ha continuato a circolare per tutta l'estate: prima la suggestione Nazionale Italiana, poi l'ipotesi Fiorentina e persino la pista araba. Tante voci, nessuna vera fumata bianca. Al momento Conte osserva il calcio da fuori e aspetta, con un suggestivo e chiacchierato ritorno alla Juventus sempre sullo sfondo.
La prospettiva più concreta, a questo punto, è che possa davvero prendersi un'altra stagione sabbatica. Una scelta che il tecnico ha già fatto in passato e che potrebbe ripetersi anche stavolta.
Juventus, il Conte-bis resta un tormentone
Il nome di Conte continua inevitabilmente a essere associato alla Juventus e un ritorno che da anni alimenta discussioni e indiscrezioni, ma che finora non si è mai materializzato. Dopo la fine del rapporto con il Napoli, la possibilità di rivederlo sulla panchina bianconera era tornata d'attualità, soprattutto nel momento in cui a Torino sembrava potersi aprire una fase di profonda rifondazione.
La mancata qualificazione in Champions aveva fatto pensare a un possibile ribaltone ma la Juventus ha scelto di non cambiare guida tecnica e di confermare Luciano Spalletti. Al momento il tecnico di Certaldo appare saldo sulla panchina bianconera ma se le cose non dovessero andare bene si tornerebbe di nuovo a parlare di un ritorno a Torino. Il suo nome continua a essere quello che torna puntualmente quando una grande panchina entra in crisi e basterebbe un cambio di scenario per riaprire immediatamente il ‘tormentone'.
Nazionale, Conte smentisce: "Non sono stato contattato"
Ancora più insistenti erano state le voci relative alla Nazionale Italiana. Per settimane si era parlato di un possibile ritorno di Conte sulla panchina azzurra, alimentando l'idea di un secondo capitolo dopo la precedente esperienza da commissario tecnico.
La realtà raccontata dallo stesso allenatore, però, è stata diversa. Conte ha escluso di aver avuto un contatto concreto con la FIGC, pur conservando un ricordo particolarmente positivo del suo periodo alla guida dell'Italia.
"Non sono stato contattato – ha spiegato a DAZN – la mia esperienza da CT è stata bellissima. Ero dispiaciuto quando sono andato via, ci lasciammo tra le lacrime e fu un bellissimo ricordo". Parole che riaprono il capitolo dei sentimenti, ma non quello della trattativa. Il ritorno in azzurro, almeno per ora, è rimasto soltanto una suggestione.
Dall'Arabia alla Fiorentina: tanti rumors, zero panchine
Non è mancata neppure la solita pista araba, che in questi anni va molto di moda per tanti allenatori europei. L'Al-Ittihad avrebbe valutato Conte come possibile allenatore, con la prospettiva di un'offerta economica particolarmente importante; ma anche in questo caso, però, tanto fumo e poco arrosto.
L'ultima indiscrezione ha riguardato, invece, la Fiorentina. Secondo le ricostruzioni circolate, Paratici avrebbe pensato a Conte dopo l'esonero di Grosso. Una soluzione difficile da concretizzare, soprattutto per le condizioni richieste dall'allenatore. Le garanzie sul progetto tecnico e quelle economiche avrebbero rappresentato ostacoli significativi per una società chiamata a intervenire in una situazione delicata della stagione. Ancora una volta, dunque, Conte è rimasto senza panchina.
Conte aspetta: l'anno sabbatico è sempre più vicino
E allora il futuro potrebbe essere molto meno movimentato di quanto le indiscrezioni estive lasciassero immaginare. Conte potrebbe semplicemente aspettare la prossima estate. Il tecnico salentino, del resto, non è abituato a subentrare a stagione in corso. L'eccezione più recente risale al novembre 2021, quando prese il posto di Nuno Espirito Santo al Tottenham e riuscì a portare la squadra fino al quarto posto.
Per il resto, Conte ha spesso preferito avere tempo e controllo per costruire il proprio progetto fin dall'inizio. L'anno sabbatico, quindi, non sarebbe affatto una scelta inedita. Era già successo nel 2018 e nel 2023, prima delle ripartenze rispettivamente con Inter e Napoli, dopo le esperienze al Chelsea e al Tottenham.
Adesso la storia potrebbe ripetersi. Conte aspetta la chiamata giusta, ma non sembra disposto ad accettare una soluzione qualsiasi. Juventus, Nazionale e altre big restano sullo sfondo, mentre il calendario scorre. La vera domanda, a questo punto, non è tanto dove allenerà Conte. Ma quando tornerà a farlo.