Come ha fatto il Catanzaro a passare in tre anni dalla Serie C al sogno Serie A senza spese folli

Era il 19 marzo di tre anni fa quando il Catanzaro, dopo una cavalcata trionfale, festeggiava la promozione in Serie B con cinque giornate d'anticipo. In quel soleggiato pomeriggio allo stadio Arechi di Salerno, che per l'occasione divenne eccezionalmente teatro dello spettacolo offerto da Iemmello e compagni, oltre 7000 cuori giallorossi esplosero di gioia per un traguardo atteso 17 anni. Per qualcuno la serie cadetta sembrava essere in quel momento l'obiettivo massimo del Catanzaro che invece era nel pieno del suo ambizioso progetto di rilancio.
Tutto è iniziato nel 2017 quando l'attuale patron del club calabrese, l'imprenditore Floriano Noto, uno dei giganti dell’economia meridionale, chiuse l’era della famiglia Cosentino acquisendo l’85% delle quote del club. Prima di allora, l'attuale patron delle Aquile era sempre stato lontano dalle dinamiche sportive. Noto, amministratore delegato del Gruppo AZ S.p.a., società attiva nel settore della grande distribuzione alimentare, in pochi anni, con intuizioni e scelte ponderate, riesce a creare a Catanzaro l'asset sportivo ideale per uno sviluppo costante che ha consentito alla squadra giallorossa di conquistare nelle prime tre stagioni consecutive in Serie B l'accesso ai playoff. E ora culla il grande salto dopo il successo sul Palermo.

Il cammino del Catanzaro dalla promozione in B a oggi
Un modello da prendere come esempio specie in un momento così difficile e di crisi per il calcio italiano. Ebbene, nel campionato di Serie B 2023-2024 il Catanzaro, da neopromosso, conclude al 5º posto la stagione, ottenendo la partecipazione ai playoff. La squadra calabrese fu eliminata soltanto in semifinale dalla Cremonese. L'anno seguente però il Catanzaro riesce nell'impresa di riconfermarsi chiudendo al 6º posto in classifica ottenendo nuovamente l'accesso ai playoff.
Per il secondo anno consecutivo il percorso delle Aquile agli spareggi si conclude in semifinale, questa volta per mano dello Spezia. Non c'è due senza tre si direbbe in questi casi. E infatti anche quest'anno, dopo il quinto posto in campionato, il Catanzaro torna a giocarsi i playoff per accedere in Serie A. Ma questa volta la storia è stata diversa. Il Catanzaro batte prima l'Avellino in gara secca e poi si sbarazza del Palermo nella semifinale andata e ritorno.
Il progetto sportivo, la cura Aquilani e ‘il Re' Pietro Iemmello
Ora il sogno è a un passo. La doppia sfida in finale col Monza dirà se Catanzaro e suoi tifosi potranno davvero raggiungere quell'impresa storica chiamata Serie A che nella "Città dei due mari" manca addirittura dal 1983. Un traguardo sportivo da raccontare negli anni a figli e nipoti. Ma come ha fatto il Catanzaro a diventare in così pochi anni una realtà calcistica così consolidata in Italia? La vera svolta ha una data d'inizio ben precisa: ovvero proprio la stagione 2022-2023 in Serie C. Sotto la guida di Vincenzo Vivarini, il Catanzaro ha disintegrato ogni record della categoria: 96 punti, 102 gol fatti e una promozione in Serie B arrivata con mesi d'anticipo.
Ma la vera sorpresa fu il post promozione. Molte squadre faticano al salto di categoria, il Catanzaro, invece, ha mantenuto la stessa identità. Quest'anno, con l'arrivo in panchina di Alberto Aquilani, la squadra ha mantenuto intatta la propria vocazione al bel gioco. Se il Catanzaro è diventato un po' la squadra riferimento di molti tifosi neutri in Italia, il merito è della sua proposta calcistica. La squadra ha sempre imposto un calcio propositivo, fluido e palla a terra. In campo, tanti giovani, soprattutto italiani. Un elemento fondamentale del lavoro fatto dalla società che ha puntato proprio su questa metodologia di mercato affidando all'entusiasmo dei tanti talenti nostrani il compito di dare vita a un calcio altamente spettacolare, capace di riempire non solo lo stadio di casa (il rinnovato Nicola Ceravolo), ma di trascinare migliaia di tifosi della squadra calabrese in ogni trasferta d'Italia.

Non si può parlare di questo Catanzaro senza citare il suo Re: Pietro Iemmello. Catanzarese doc e tifoso viscerale della squadra della sua città. L'attaccante, tornato a casa nel 2022, non è solo il capitano e il bomber implacabile della squadra, ma il vero leader emotivo. Accanto a lui, la società ha saputo valorizzare un mix perfetto di giocatori d'esperienza (come Petriccione o Brighenti) e giovani talenti (come il gioiellino Mattia Liberali e difensori moderni come Antonini).
Dietro il successo sul campo c'è chiaramente la solidità della famiglia Noto. Il presidente Floriano Noto ha applicato al calcio le stesse regole della sua holding aziendale. Nessun acquisto fuori parametro, ma investimenti mirati sulle strutture (un enorme centro sportivo sarà costruito a breve ndr), sullo scouting e sullo staff tecnico. Le rose non vengono stravolte ogni estate, ma puntellate con intelligenza per dare continuità alle idee di gioco. In questo modo il Catanzaro ha dimostrato che anche nel calcio moderno, dominato da grandi fondi stranieri e multinazionali, idee chiare, passione popolare e una gestione aziendale sana possono ancora fare la differenza e far sognare un'intera città.