Conte lascia il Napoli e si prenota l’Italia: l’effetto domino sulle panchine di Serie A è già iniziato

Antonio Conte lascerà Napoli e saluterà tutti domenica in occasione dell'ultimo atto stagionale che si consumerà al Maradona, di fronte al suo pubblico, per la partita contro l'Udinese alle 18:00. L'obiettivo lo ha raggiunto, la Champions League, con un turno d'anticipo, e leverà il disturbo anche seguendo le volontà della società che gli aveva chiesto massima trasparenza: così se ne va, dopo due anni e due trionfi, in Supercoppa e lo Scudetto. Lo potrebbe attendere la nuova Nazionale, che si comporrà solamente dopo le elezioni federali di fine giugno e per quel momento sarà libero da vincoli e contratti, dando un assist quasi irrinunciabile al nuovo Presidente. Ma dal suo addio al Napoli passa inevitabilmente il destino di altri allenatori, con l'effetto domino sulle panchine di Serie A che appare inevitabile.
Conte saluta, il Napoli cerca il sostituto: Sarri il nome più caldo
Dunque, l'annunciata separazione (consensuale) di Conte e del Napoli apre ad un ventaglio di situazioni in divenire che potrebbero far scattare il classico effetto domino in Serie A: senza il condottiero dell'ultimo tricolore De Laurentiis è già al lavoro per prendersi il miglior sostituto possibile. Potrebbe essere Maurizio Sarri che appare ai titoli di coda alla Lazio, con un rapporto oramai più che liso con il presidente Lotito, e sarebbe un ritorno clamoroso per il "Comandante" che sotto il Vesuvio espresse il massimo del suo "sarrismo" con un terzo posto e 2 secondi posti (tra cui il record dei 91 punti del 2018).

Ma tutto resterà in stand-by almeno per altri 90 minuti, aspettando i risultati. Potrebbe infatti decidere anche la Champions chi siederà sulla panchina partenopea: Max Allegri, dovesse il Milan non accettare eventuali sue insindacabili richieste per restare, potrebbe essere l'alternativa di spessore ma De Laurentiis sta vagliando ulteriori candidati: da Vincenzo Italiano, che ha fatto benissimo a Bologna, a Fabio Grosso, emergente di qualità col Sassuolo.
Conte libero da contratti: il ruolo di nuovo CT è quasi scontato
Nessuna certezza per Antonio Conte, il posto sulla panchina dell'Italia non è automaticamente assegnato a lui, anzi. L'addio annunciato al Napoli non lo fa nuovo Commissario Tecnico azzurro anche se la sua presenza è più che ingombrante nel toto-ct. Intanto, bisognerà attendere le elezioni federali del prossimo 22 giugno, prima è impossibile sapere chi prenderà il testimone lasciato da Gattuso. Conte libero sul mercato è un indizio fortissimo, con il tecnico che a distanza di 10 anni esatti potrebbe ritornare sui suoi passi in azzurro, ma la concorrenza è già ricca di alternative anche suggestive.

C'è chi opta per un altro cavallo di rientro, Roberto Mancini oggi in Qatar ma ben felice di riprovarci dopo la parentesi splendida dell'Italia campione d'Europa a Wembley. E c'è chi culla l'idea romantica di un Pep Guardiola che chiude con i club per cimentarsi da ct proprio affrontando la sfida Italia. Infine, le ipotesi ad oggi appese ai rispettivi destini di Champions: Massimiliano Allegri e Gian Piero Gasperini. Tutti percorsi che implicano difficoltà evidenti e nascoste rispetto alla strada, già spianata, da Antonio Conte.
Conte nuovo CT azzurro: quanto pesa l'ingaggio sulla scelta
In tutto questo, soprattutto in chiave Nazionale, resta un solo ultimo aspetto da affrontare con Antonio Conte nuovo CT azzurro: l'ingaggio. Lui, come gli altri pretendenti, arriverebbe da un contratto plurimilionario: Allegri dai possibili 6 milioni di un Milan di nuovo formato europeo, Mancini dai suoi attuali 5 milioni in Qatar, Guardiola addirittura dai 14 percepiti con il Manchester City. La storia in Nazionale narra di ingaggi ben più contenuti, cui il neo CT dovrebbe rinunciare quasi certamente. Ma se si pensa che l'ultimo a guadagnare più di tutti fu proprio Antonio Conte, nel 2016 quando percepì la quota record di oltre 4 milioni di ingaggio grazie agli sponsor, tutto fa pensare che se proprio si dovrà ritornare a compiere uno sforzo economico, lo si farà per riavere lui come Commissario Tecnico che dovrà rilanciare l'Italia del calcio.
Gli ingaggi dei Commissari Tecnici in Nazionale negli ultimi 10 anni
- Antonio Conte (2014 – 2016) – Stipendio: 4,5 milioni di euro netti all'anno
- Gian Piero Ventura (2016 – 2017) – Stipendio: 1,3 milioni di euro netti all'anno
- Luigi Di Biagio (2018) – Stipendio: circa 200.000 euro all'anno
- Roberto Mancini (2018 – 2023) – Stipendio: partito da 2 milioni, salito a 3 milioni di euro netti
- Luciano Spalletti (2023 – 2025) – Stipendio: 2,8 milioni di euro netti all'anno più bonus
- Gennaro Gattuso (2025 – 2026) – Stipendio: 800.000 euro