Non ha usato troppi giri di parole l'ex presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli per commentare la prestazione della Juventus contro il Verona. Il dirigente ai microfoni di Radio Sportiva ha puntato il dito soprattutto contro la mancata determinazione dei bianconeri, e in primis di Miralem Pjanic. Il bosniaco, protagonista in negativo in occasione del gol del pareggio degli scaligeri è stato definito una "mozzarella".

Pjanic mi sembrava una mozzarella, Cobolli Gigli al vetriolo dopo Verona-Juventus

Giovanni Cobolli Gigli presidente della Juventus dal 2006 al 2009 ha parlato della sconfitta della Juventus sul campo del Verona, nell'ultimo match di Serie A. L'ex patron ha puntato il dito soprattutto contro Miralem Pjanic che ha regalato a Fabio Borini, il pallone dell'1-1, complicando i piani dei bianconeri. Parole tutt'altro che leggere quelle del dirigente classe 1945: "Ho detto che Pjanic mi sembrava un po' una ‘mozzarella' per il passaggio molliccio contro il Verona, forse ha bisogno di riposo. Sembrava rinvigorito e invece".

Cobolli Gigli su Paratici e Sarri. Il consiglio ad Andrea Agnelli

Non solo Pjanic, Cobolli Gigli ha riscontrato nella Juventus una mancanza di determinazione. A tal proposito l'ex numero uno bianconero ha tirato in ballo la proprietà e il suo erede Andrea Agnelli: "La famiglia Agnelli ha fatto un'operazione rischiosa ma giusta, i calciatori però devono essere determinati. Il presidente è un ottimo comunicatore e forse deve prendere la situazione in mano, deve farsi sentire forse i giocatori ne hanno bisogni". Cobolli Gigli ha rincarato la dose, puntando il dito anche contro Paratici e Sarri: "Non vorrei sparare sulla Croce Rossa, è un momento complicato, anche per parte tecnica. Paratici prima dell'ultima partita ha detto che Dybala è il nostro miglior giocatore ma allora spieghi perché questa estate voleva venderlo. Nedved confermò Allegri poi ci fu esonero una settimana dopo e lui non partecipò neppure alla conferenza di addio. C'è un problema di comunicazione, ci vuole coerenza. Sarri ha peccato di ingenuità chiedendo aiuto, in primo luogo il problema è psicologico ma anche i tifosi che fino a due settimane fa erano con lui non possono scaricarlo subito". 

Ronaldo non può risolvere da solo i problemi della Juventus

Ronaldo dunque, a segno da 10 giornate di fila, non può risolvere da solo i problemi della Juventus. Stesso discorso per il tanto atteso ritorno di Giorgio Chiellini, a detta di Cobolli Gigli: "Ronaldo dimostra che un solo giocatore non risolve i problemi, Chiellini non è più un ragazzino su fondare una soluzione dei problemi se non nel breve periodo ma poi devi ricostruire su altre basi. Il centrocampo è un problema che deve essere risolto".