Cesare Prandelli non è più l'allenatore della Fiorentina. Non è stato sollevato dall'incarico con il più classico provvedimento di esonero da parte della società. Il tecnico ha deciso di rassegnare le dimissioni, lasciando la panchina della Viola dopo la sconfitta in campionato contro il Milan. Una gara molto intensa sotto il profilo emotivo e che lasciò molto provato lo stesso Prandelli al punto che – a causa di un lieve malessere – non partecipò alla consueta conferenza del post-partita. Fu un ko rocambolesco e contrassegnato dalle dure polemiche arbitrali per un rigore negato (fallo su Franck Ribery di Brahim Diaz) e per una rete viziata da irregolarità (il gol di Zlatan Ibrahimovic che ha spinto Eysseric per liberarsi dalla marcatura).

In questo momento della mia vita mi trovo in un assurdo disagio che non mi permette di essere ciò che sono – le parole di Prandelli nel comunicato della Viola -. La mia decisione è dettata dalla responsabilità enorme che prima di tutto ho per i calciatori e per la società, ma non ultimo per il rispetto che devo ai tifosi della Fiorentina. Sono consapevole che la mia carriera di allenatore possa finire qui, ma non ho rimpianti e non voglio averne. Probabilmente questo mondo di cui ho fatto parte per tutta la mia vita, non fa più per me e non mi ci riconosco più.

La Fiorentina richiama Iachini

Chi prenderà il suo posto in questa fase così difficile e delicata della stagione? Il cerino è restato in mano al presidente, Rocco Commisso, per poco. Si trovava dinanzi a un bivio: chiamare subito alla guida della squadra l'allenatore per la prossima stagione oppure – come ha fatto – aprire al ritorno di Beppe Iachini che venne licenziato dopo otto partite (3 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte compresa la Coppa Italia) proprio per fare posto a Cesare Prandelli. È tornato il tecnico che aveva iniziato il campionato.

La media punti e i risultati dell'ex allenatore

L'ex ct della Nazionale ha chiuso il proprio rapporto con il club gigliato dopo 23 partite (21 di campionato, 2 di Coppa Italia) e una media punti tutt'altro che lusinghiera (1.04 punti a match) frutto di 5 vittorie, 6 pareggi e 10 sconfitte. Il ko più doloroso fu il 6-0 incassato a Napoli contro la squadra di Gattuso. Il successo più esaltante, invece, riporta la memoria allo 0-3 conquistato a Torino contro la Juventus, storica rivale dei toscani. La Fiorentina è attualmente fuori dalla zona calda della classifica (è 14sima con 29 punti) ma con un vantaggio (+6) sulla terzultima che non lascia tranquilli.