Vincenzo Raiola a Corona: “I procuratori pagano mazzette alle squadre. Alla Fiorentina cose strane”

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Enzo Raiola, al telefono con Fabrizio Corona durante Falsissimo, denuncia il modus operandi degli altri procuratori del calcio italiano: “Per accaparrarci un giocatore interessante paghiamo la famiglia”. Ma poi non si presenta in studio.

Fabrizio Corona è tornato con il suo format Falsissimo in onda in streaming su Youtube per affrontare il tema relativo al ruolo dei procuratori nel mondo del calcio italiano. Corona parla di un presunto sistema illecito legato ad agenti, direttori sportivi e giovani calciatori tirando in ballo procuratori del calibro di Lucci, Riso, Pastorello e gli intermediari che, nell'ombra, muoverebbero decine di milioni. Nel corso della sua inchiesta, a sorpresa, è Enzo Raiola a intervenire per fare alcune dichiarazioni spontanee sull'argomento. Il noto agente, cugino di Mino, esordisce così: "Volevo autodenunciarmi".

Raiola mette in evidenza un sistema di denaro che ruoterebbe intorno ai giovani calciatori con la collaborazione tra agenti e direttori sportivi. Nello specifico, Raiola – il quale ha rilevato una parte dell'agenzia di suo cugino Mino morto nel 2022 – parla di presunti scambi di denaro tra procuratori e direttori sportivi per l'acquisto di calciatori senza alcun controllo della società. A queste dichiarazioni però Raiola non fornisce alcuna prova a riguardo.

"Negli ultimi anni si è creata una situazione davvero disperata in Italia tra i miei colleghi, direttori sportivi e fondi in cui non c'è un presidente che fa il guardiano della situazione – spiega Raiola che poi aggiunge -. I club oggi non hanno un capo come il Berlusconi di turno e dunque ormai i direttori sportivi sono coinvolti in affari con altri procuratori. Oggi il giocatore che va avanti è colui il quale è gestito da un determinato procuratore, che paga la mazzetta al direttore. Questo è tutto il sistema che funziona oggi in Italia". A questo punto Raiola tira in ballo la Fiorentina: "Dopo la morte di Joe Barone è rimasto solo Pradè e Lucci gli ha fatto prendere 3 attaccanti suoi, ovvero Kean, Dzeko e Piccoli".

Raiola spiega a Corona alcuni dettagli sull'argomento: "Oggi noi procuratori per accaparrarci un giocatore interessante paghiamo la famiglia sottoforma di società d'immagine – spiega -. Noi compriamo auto, macchine, gioielli, per prenderci i giocatori. Quindi oggi i procuratori pagano 400/500 milioni alle famiglie per prendersi i giocatori". Per Raiola ci sarebbe il coinvolgimento diretto degli stessi direttori sportivi: "In Italia il 70/80% dei direttori sportivi mangiano dai procuratori – sottolinea -. Ho tutte queste informazioni che potrebbero dare un colpo netto".

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Moise Kean con la maglia della Fiorentina, alle sue spalle anche Dzeko rimasto alla viola fino a gennaio.

Raiola parla di Lucci ma poi di persona a Corona dice di non conoscerlo

Successivamente Raiola torna a parlare della Fiorentina. L'agente evidenzia come sia stato strano vedere, durante il calciomercato estivo, la società viola comprare Piccoli per 27 milioni dal Cagliari e poi prendere Dzeko. Di fatto, con Kean già in rosa. Raiola alluda al fatto che tutti e tre i centravanti della Fiorentina appartenevano all'agente Alessandro Lucci:

"Ci sono operazioni che non si capiscono – spiega -. La Fiorentina, dopo la morte di Joe Barone, resta sola con Pradè e stava rischiando di retrocedere con delle operazioni fuori senso e fuori portata". E tira in ballo proprio Lucci: "Un altro personaggio che negli anni si sta muovendo per pagare tanti soldi – aggiunge -. Dopo la morte di Mino l'ho fatto riprendere io perché ho perso giocatori come Calafiori e Moise Kean che li ha presi lui".

E fa un attacco diretto a Lucci: "Lui oggi investe su tutti i giocatori che prende, mette i soldi, ma soldi veri, perché era un agente molto in calo. Alla Fiorentina ha portato Moise Kean e poi nello stesso mercato porta i suoi giocatori, Piccoli e Dzeko di cui Piccoli acquistato per 27 milioni. E tu hai una società che ha un procuratore con tre attaccanti. Mai vista una cosa del genere in vita mia".

Raiola resta sull'argomento Lucci e prosegue: "Kean quando ce l'avevo io alla Juve guadagnava 4 milioni di euro, e poi va alla Fiorentina per 2, la metà. Fa un anno bene e aumentando la clausola rescissoria al giocatore danno 4 milioni di stipendio netto al giocatore. Cose che la Fiorentina non ha mai fatto quando c'era Barone. Con la sua morte hanno raddoppiato l'ingaggio di Kean e nello stesso momento prendono Piccoli e Dzeko che sono dello stesso procuratore di Kean. Sono tutte situazioni strane".

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Il momento in cui Raiola davanti a Corna nega di conoscere Lucci.

Successivamente Corona, durante la puntata, mostra un breve filmato con Raiola in studio al suo fianco. Corona lascia capire al procuratore che è stato registrato a sua insaputa durante quella telefonata. Raiola, probabilmente sorpreso, a quel punto dice addirittura di non conoscere Lucci: "Non lo conosco, non ho idea di chi sia, non ho alcuna illazione contro i miei colleghi". 

La replica di Alessandro Lucci dopo le dichiarazioni di Vincenzo Raiola

Alessandro Lucci è uno dei procuratori sportivi più influenti e potenti del panorama calcistico internazionale. È il fondatore e presidente della World Soccer Agency (WSA), agenzia che gestisce le carriere di numerosi calciatori e allenatori di alto livello. Rispetto a quanto dichiarato da Vincenzo Raiola, attraverso Fabrizio Corona, "Il Sig. Alessandro Lucci, per il tramite dei propri legali, fa sapere di aver già provveduto a depositare, presso la competente Procura della Repubblica, una denuncia/querela nei confronti del Sig. Raiola per le gravi e temerarie accuse proferite all’interno del format “falsissimo” andato in onda il giorno 11/05 u.s.. Le illazioni pronunciate dal Sig. Raiola sono elucubrazioni del medesimo del tutto false e diffamatorie, prive della minima aderenza alla realtà e sfornite di qualsiasi supporto".

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