"L'ho visto mentre si riscaldava e già mi ha dato sui nervi". Fabio Capello non usa mezzi termini per censurare la prestazione di Mauro Icardi nel ritorno della semifinale di Champions giocata dal Paris Saint-Germain contro il Manchester City. L'ex attaccante dell'Inter, che Mauricio Pochettino ha schierato in campo dall'inizio al posto di Mbappé (infortunato), è stata la delusione più grande della serata.

A corredo dell'opinione dell'ex allenatore c'è anche un dato statistico impressionante in negativo: è stato in campo 62 minuti ma sono stati appena 16 i palloni toccati dalla punta argentina, nessun calciatore ha registrato una cifra del genere. Sedici palloni, di cui la metà a centrocampo e la parte restante sempre lontano dall'area di rigore nella quale non ha mai messo piede. Sedici palloni, passaggi semplici (13 nel primo e 3 nel secondo tempo) e un dribbling tentato ma non riuscito. E ancora: zero tiri verso la porta avversaria, nessun assist illuminante per i compagni. Nulla, nemmeno una conclusione finita fuori dallo specchio. Per i francesi è stato come giocare in dieci uomini. Un corpo estraneo nonostante avesse ai lati funamboli come Di Maria e Neymar.

E che non fosse la sua serata Capello lo aveva addirittura intuito osservandone atteggiamento, movimenti, il modo di stare dentro la partita (come si dice in gergo) anche nell'immediata vigilia dell'incontro. Con le squadre schierate a gruppi in campo per effettuare gli esercizi di riscaldamento Icardi ha destato il dissenso da parte dell'ex tecnico. "L'ho visto nel pre-partita e devo dire che mi ha già dato sui nervi – le parole di Capello -. Neymar faceva un discorso motivazionale e parlava alla squadra mentre si stava allungando da solo".

Un'occasione sprecata. Icardi avrebbe potuto approfittare dell'assenza di Mbappé per trascinare la squadra all'impresa e regalare la finale di Champions. S'è smarrito in fretta, stretto nella morsa del pressing avversario e della gabbia che Guardiola gli ha disegnato intorno, soffocandolo tra le linee e respingendolo all'indietro.