La scelta dell'arbitro Maresca di concedere ben sette minuti di recupero e il gol della vittoria di Caicedo (segnato qualche secondo oltre l'extra-time) hanno alimentato polemiche al termine di Cagliari-Lazio. Dal possibile successo per i sardi si è passati al colpo in trasferta della formazione di Simone Inzaghi, adesso terza a -3 da Juventus e Inter in vetta alla campionato. Da regolamento la decisione del direttore di gara è stata giusta. "È mancato un po' di buon senso", ha ammesso il presidente dei rossoblù, Giulini.

L'arbitro Maresca denuncia: sparito il microfono per parlare col VAR

Al netto delle polemiche, però, a mancare è stato anche altro. Conclusa la partita, l'arbitro Maresca ha denunciato ai responsabili dello stadio lo smarrimento di uno dei microfoni che sono normalmente utilizzati per comunicare con i collaboratori al VAR e con gli assistenti. È lo strumento che permette al direttore di gara di effettuare il cosiddetto ‘silent check' oppure di interloquire con gli altri ufficiali designati per un match e presenti in campo oppure nella sala controllo.

L'intervento dei Carabinieri e il dialogo con delegati della Procura federale

La denuncia dell'arbitro Maresca ha allertato i delegati della Procura federale e i Carabinieri che si sono presentati all'ingresso dello spogliatoio. Cosa è successo e chi ha preso il microfono? Fino all'uscita dallo stadio del direttore di gara il microfono non è stato ritrovato. Tant'è che, passata la mezzanotte, lo stesso Maresca tentennava nel salire a bordo del mini-van che lo avrebbe condotto in albergo assieme ai suoi collaboratori: non avrebbe voluto lasciare l'impianto senza avere la dotazione tecnologica completa o, almeno, capire cosa fosse successo. Un finale thrilling, proprio come era stato quello del "monday night" della sedicesima giornata tra Cagliari e Lazio, conclusa da un colpo di testa di Caicedo dopo un recupero di 7 minuti e 30 secondi.