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Caso arbitro Rocchi

Un arbitro anonimo: “Quelli del circolino di Rocchi ricevevano suggerimenti al VAR. È frode sportiva”

Una testimonianza anonima chiama in causa il ‘giro’ vicino a Gianluca Rocchi: oltre venti arbitri avrebbero ricevuto indicazioni privilegiate al VAR di Lissone e chi non accettava questo meccanismo veniva progressivamente escluso dal ‘cerchio magico’ intorno al designatore.
A cura di Vito Lamorte
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Emergono nuovi aspetti scottanti nell’ambito dell’inchiesta sul sistema arbitrale. Secondo quanto emerge da una testimonianza raccolta dall’AGI, sarebbero stati oltre una ventina gli addetti al VAR a ricevere indicazioni privilegiate da Gianluca Rocchi. La fonte, rimasta anonima, ha riferito di aver raccontato questi fatti durante un lungo interrogatorio davanti al pubblico ministero Maurizio Ascione, nell’indagine che ha portato all’autosospensione del designatore.

Secondo il testimone, e anche altre indiscrezioni emerse nelle scorse ore, esisteva un vero e proprio sistema di segnali nella sala VAR di Lissone, ma quello che racconta l'ultimo teste è che le indicazioni venivano fornite solo a una cerchia ristretta di ‘fidati”. Chi non accettava questo meccanismo veniva progressivamente escluso.

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All’interno del gruppo degli arbitri, racconta sempre questa fonte anonima, si era già sviluppato un forte malcontento che è poi sfociato in una sorta di opposizione silenziosa da parte di chi non condivideva queste pratiche.

Rocchi non aiutava tutti gli addetti al VAR a Lissone: la rivelazione di una fonte anonima

La fonte ha, inoltre, spiegato di non aver mai ricevuto suggerimenti proprio perché faceva parte di questo gruppo ‘ribelle'. A suo dire, soltanto alcuni arbitri si voltavano verso la vetrata in attesa di indicazioni, consapevoli di poter contare su un supporto esterno.

Un'accusa molto forte nei confronti di Rocchi e che si lega con la vicenda delle votazioni e le classifiche, che è uno dei nodi focali di questa indagine. Almeno per ora. Pasquale De Meo, assistente fuori dall’AIA dal 2024, uno dei primi a denunciare la gestione dell'ex designatore a Fanpage.it ha dichiarato: “Condizionare il VAR vuol dire alterare e falsare il campionato. È facile manovrare la classifiche degli arbitri”.

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Una dinamica che, sempre secondo il testimone, configurerebbe una possibile alterazione della regolarità del campionato, anche se sarà la magistratura a stabilirlo: "Per me la frode sportiva è evidente, c'è stata un'alterazione del campionato ma poi valuterà la magistratura", ha dichiarato sempre la fonte anonima sempre all'AGI.

Infine, viene evidenziato come alcuni degli arbitri coinvolti starebbero ora commettendo più errori, non potendo più contare su questi aiuti. Le presunte interferenze, racconta ancora la fonte, si sarebbero verificate soprattutto in partite di maggiore rilevanza o in occasioni utili a favorire la crescita professionale di alcuni addetti.

Il testimone conclude sottolineando le difficoltà personali vissute per aver preso le distanze da questo sistema, anche a livello psicofisico, a causa del forte senso di giustizia: "Io ero uno dei ribelli rispetto a Rocchi e l'ho pagata molto cara. Sono stato male anche a livello psicofisico perché ho un forte senso della giustizia e non riuscivo ad accettare quello che ci stava accadendo" conclude il testimone.

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