La testimonianza sull’episodio di Bisseck in Inter-Roma, il VAR: “Fatti i fatti tuoi”. Audio sparito

Da giorni si parla tanto di arbitri e con il passare del tempo si parla e si scrive del cosiddetto metodo Rocchi, riferito all'ormai ex designatore che si è auto sospeso. Sono decine gli arbitri e gli ex arbitri sentiti già dalla Procura di Milano per riferire del metodo del designatore, che avrebbe creato un sistema su misura per gestire e conservare il potere. Rocchi, indagato per frode sportiva, sarebbe stato in contatto con diversi club, cosa non consentita. Tra le situazioni attenzionate ci sarebbe anche il caso del mancato rigore all'Inter nella partita con la Roma, decisiva per la lotta scudetto dello scorso campionato. L'assistente VAR Piccinini avrebbe segnalato il fallo ma il VAR Di Bello gli avrebbe detto: "Fatti i fatti tuoi". L'audio è scomparso.
Il VAR: "Fatti i fatti tuoi" sull'episodio Bisseck-N'Dicka
Repubblica scrive che una fonte ha riempito verbali, con la garanzia dell'anonimato, parlando di ‘designazioni a piacimento' e di ‘epurazione delle figure che non si piegavano al metodo' e del fatto che Rocchi fosse in rapporto con i dirigenti di diverse squadre: "Per ingraziarsi i club e avere un tornaconto personale".
Tra i vari episodi sotto la lente d'ingrandimento ci sarebbe anche quello relativo alla partita tra Inter e Roma, del 27 aprile, che vide un episodio contestato nell'area di rigore dei giallorosso in occasione di un contatto tra N'Dicka e Bisseck, già oggetto dell'ormai famosa lettera di Rocca. Il VAR Di Bello avrebbe risposto: "Fatti i fatti tuoi" all'assistente Piccinini, che segnalava il fallo su Bisseck. Secondo il teste c'era stata una indicazione del supervisore Gervasoni, che non poteva intervenire. L'arbitro di quell'incontro era Fabbri. L'audio di quel dialogo risulta sparito.
"Chi andava al VAR non lo viveva con serenità"
Questa indiscrezione si inserisce in un contesto che è quello delle pressioni su chi è al VAR: dall'episodio di Udinese-Parma, irregolare, con Rocchi che bussa per segnalare ai varisti di chiamare all'OFR Maresca, ad altri. Una situazione che creava difficoltà palesi, come ha affermato a Fanpage l'ex assistente Pasquale De Meo: "Il protocollo parla del fatto che solo chi è designato come VAR e AVAR può operare nella sala e prendere decisioni rispetto a quella gara, nessun altro può intervenire. Chi andava al VAR non andava in una situazione di serenità. C'era questa sorta di preoccupazione rispetto alla valutazione che la commissione dava di un episodio. Che poi magari un episodio simile la volta dopo veniva interpretato in modo diverso, c'era confusione a livello di disposizioni e uno stato di preoccupazione di alcuni rispetto ad altri che magari si sentivano non trattati in modo equo".