C'è un grande dibattito intorno alle affermazioni blasfeme in campo. I calciatori, da sempre, si lasciano andare ad un linguaggio non esattamente usuale e per questo motivo era stata introdotta la normativa che prevede la squalifica in caso di bestemmia nel febbraio 2010. Dopo la squalifica di Davide Lanzafame, la prima vittima di questa regola, ci sono state le punizioni per Luca Siligardi e Daniele Gastaldello, oltre ai tecnici Di Carlo, Cosmi, Maran e Longo; questa sanzione sembrava tornata nel cassetto e spesso gli ufficiali di gara o quelli alla prova tv sembravano chiudere un occhio. A pagare le conseguenze di un'espressione infelice fu Rolando Mandragora dell’Udinese nel 2018 e quest'anno è toccato a Bryan Cristante della Roma, che è stato squalificato per un turno per "aver pronunciato un'espressione blasfema" al 23′ della sfida tra Bologna.

Certamente l'assenza del pubblico ha amplificato ancora di più il lungo parlare dei calciatori in campo e dopo il centrocampista giallorosso ieri è arrivato il deferimento da parte del Procuratore Federale nei confronti del portiere della Juventus Gianluigi Buffon per la bestemmia pronunciata durante Parma-Juventus del 19 dicembre 2020. Ora l'ex numero uno della Nazionale sarà sottoposto a procedimento dalla Giustizia Sportiva ma in merito a queste situazioni ieri è arrivato il pensiero di Nicola Legrottaglie, ex difensore della Juventus e ora allenatore, che ai microfoni dell'AdnKronos ha dichiarato: "Se è stata messa la regola di non bestemmiare in campo va fatta rispettare con l'espulsione del giocatore e la squalifica per una giornata".

Dopo i due casi di calciatori colti dai microfoni a bordocampo a proferire espressioni blasfeme in questa stagione, l'ex tecnico del Pescara, che ha sempre parlato del suo percorso religioso e fa parte dell'associazione "Atleti di Cristo", ha espresso il suo punto di vista: "Serve rigore e severità, non si può punire un caso sì e due no. I giocatori devono capire che come non si può prendere la palla in area con le mani non si può bestemmiare in campo. Se uno scende in campo sapendo di rischiare l'espulsione non credo si lascerebbe andare tanto facilmente ad un'espressione blasfema".