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17 Luglio 2021
16:17

Bridge, veleno su Mancini: “Non è un buon tecnico, ti faceva allenare con le sagome”

Gli inglesi proprio non ce la fanno ad accettare la sconfitta in finale degli Europei a Wembley. A fare proseliti adesso sono le parole dell’ex calciatore del Manchester City, Wayne Bridge, che esprime opinioni molto dure nei confronti del commissario tecnico, Roberto Mancini. Dove nasce tanto odio? Lo spiega poco dopo. E non c’entra solo l’Inghilterra battuta dall’Italia.
A cura di Maurizio De Santis
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Dall'orgoglio alla rabbia il passo è breve. In Inghilterra sono passati da uno stato d'animo all'altro dopo la sconfitta in finale degli Europei contro l'Italia. Se la sono presa con tutti, a cominciare dai 3 ragazzi della nazionale (Rashford, Sancho e Saka) divenuti oggetto di insulti razzisti per aver sbagliato i calci di rigore. Poi hanno messo nel mirino Giorgio Chiellini, sostenendo che quel fallo commesso nel finale – prima dei supplementari – meritasse l'espulsione e per questo la gara fosse da ripetere come indicato a corredo della petizione patriottica. Adesso al centro delle critiche è finito anche il commissario tecnico della Nazionale Azzurra, Roberto Mancini, che dall'altra parte della Manica conoscono bene per la sua esperienza al Manchester City e in Premier.

Un ex calciatore dei Citizens fa proseliti quando, parlando della vittoria dell'Italia a Londra nella serata nefasta (per i tre Leoni) di Wembley, fa riferimento all'ex allenatore ai tempi di Manchester. È Wayne Bridge la voce che si unisce al coro dei tifosi che hanno provato a svilire il successo della selezione tricolore. "Vederlo vincere mi ha fatto male – ha ammesso nell'intervista a The Big Stage di Bettingexpert -. Non è così bravo dal punto di vista tattico anche se, forse, non è il peggiore che abbia avuto".

Bridge trasuda veleno e ha un groppo in gola, come Fonzie, quando deve pronunciare le fatidiche paroline: "Mi è difficile dirlo e mi costa tanto doverlo fare… quello che ha fatto Mancini con l'Italia è stato grande. Peccato, perché quando in famiglia abbiamo visto che l'Inghilterra vinceva eravamo doppiamente soddisfatti: per il risultato e soprattutto perché lui stava perdendo". Dove nasce tanto odio? Lo spiega poco dopo quando racconta perché, nonostante la conquista del titolo con il City, non è stato giusto riconoscergli così tanti meriti. "Se guardate ai calciatori e alla squadra che aveva, l’ha vinta grazie a loro, non perché è un buon allenatore".

Non si sono mai piaciuti. Bridge non ha peli sulla lingua e lo ribadisce quando cita anche alcune modalità di allenamento che riteneva incomprensibili. "Non mi piacevano affatto – ha aggiunto -. Facevamo tattica contro le sagome e lui dava indicazioni su come e dove correre, a chi dare la palla. Ma se qualcuno gli chiedeva qualcosa, come è successo con Bellamy, lo zittiva".

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