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Bonucci ha ottenuto dalla Juve di poter fare un discorso alla squadra: ma si può allenare di sera

Leonardo Bonucci è molto provato sul piano umano oltre che professionale dal braccio di ferro con la Juventus: ci sono state situazioni “in cui si è sentito fortemente mortificato”, come poter accedere alla Continassa solo dopo le 19,30 di sera.
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A cura di Paolo Fiorenza
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Continua il braccio di ferro tra la Juventus e Leonardo Bonucci: al nazionale azzurro era stato comunicato un mese fa che era fuori rosa per scelta tecnica e doveva trovarsi un'altra squadra in cui spendere l'ultimo anno della sua carriera (come da lui annunciato), una decisione che il 36enne viterbese non aveva accettato, rifiutando qualsiasi destinazione e continuando ad allenarsi fuori dal gruppo per cercare di convincere Allegri e il club a cambiare idea.

La Juve tuttavia non ne vuole sapere di tornare indietro, Bonucci è ritenuto un ramo secco da tagliare, con buona pace delle sue 502 presenze con la maglia bianconera e della fascia di capitano che ha indossato. Nessun riguardo verso il passato, ma solo un nuovo progetto da portare avanti per voltare pagina dopo le vicissitudini della scorsa stagione, dentro e fuori dal campo.

Leonardo Bonucci al J Medical per le visite mediche di inizio stagione: era stato appena messo fuori rosa
Leonardo Bonucci al J Medical per le visite mediche di inizio stagione: era stato appena messo fuori rosa

Avendo constatato che la sua dimostrazione di attaccamento alla maglia e la sua ferma volontà di restare non avevano fatto breccia nella dirigenza bianconera – col neo Ds Giuntoli nella parte dello sceriffo cattivo – Bonucci è allora passato alle vie legali, inviando via pec una diffida per essere reintegrato in rosa. Richiesta respinta ancora una volta dalla Juventus, che ritiene di essersi comportata correttamente, sia da un punto di vista etico, avendo avvisato il giocatore mesi fa che non sarebbe stato preso in considerazione per la prossima stagione, sia sotto il profilo regolamentare, non violando in alcun modo il contratto collettivo firmato da club e calciatori professionisti.

È proprio quest'ultimo punto invece, ovvero la possibile violazione dell'articolo 7, su cui punta il giocatore per fare valere le proprie ragioni, a questo punto davanti al Collegio arbitrale del CONI, visto che le parti non riescono ad accordarsi. "La società fornisce al calciatore attrezzature idonee alla preparazione e mette a sua disposizione un ambiente consono alla sua dignità professionale – recita l'articolo in questione – In ogni caso il calciatore ha diritto di partecipare agli allenamenti e alla preparazione precampionato con la prima squadra, salvo il disposto di cui infra sub art. 11", ovvero in caso in cui "il calciatore che sia venuto meno ai suoi obblighi contrattuali verso la società".

Bonucci non è stato scaricato dai tifosi, che per la maggior parte stanno dalla sua parte
Bonucci non è stato scaricato dai tifosi, che per la maggior parte stanno dalla sua parte

Bonucci, che sta subendo ripercussioni molto negative sul piano umano oltre che professionale, lamenta un atteggiamento ostile e a volte anche provocatorio della Juve nei suoi confronti che va oltre l'aspetto tecnico. Una messa in disparte umiliante, per uno come lui che ha fatto la storia del club bianconero con otto Scudetti, e che si sostanzia in situazioni che sono raccontate dalla Gazzetta dello Sport. Il difensore è costretto ad allenarsi in orari diversi dal resto della squadra assieme agli altri esuberi, in particolare non può accedere alla Continassa prima delle 19,30 di sera, quando ormai tutti gli altri hanno abbandonato l'impianto, ed allora ha deciso di allenarsi durante la giornata anche lontano dalla sede bianconera, con un preparatore personale al Circolo della Stampa Sporting di Torino.

In queste settimane Bonucci ha raccontato di aver vissuto situazioni "in cui si è sentito fortemente mortificato" e che non avrebbe mai ritenuto di meritare, come doversi allenare in strutture "non idonee" e "in orari insoliti". Una brutta fine di una lunga storia: adesso si andrà all'arbitrato, cui il calciatore non chiede il robusto risarcimento (con risoluzione contrattuale) cui avrebbe diritto nel caso gli fosse riconosciuta la ragione, ma il reintegro nella Juventus per chiudervi la carriera a giugno 2024.

Bonucci allo Stadium per la tradizione amichevole della Juventus contro la seconda squadra
Bonucci allo Stadium per la tradizione amichevole della Juventus contro la seconda squadra

Intanto Bonucci si sforza – pur col morale ai minimi termini – di restare vicino alla squadra quando possibile e del resto i compagni non lo hanno scaricato, il rapporto è ancora integro. In queste settimane ci sono state cene di gruppo e mercoledì scorso Leo era presente allo Stadium per assistere alla tradizionale festa in famiglia contro la seconda squadra bianconera, salutato con affetto dai tifosi che per la maggior parte si sono schierati con lui criticando la decisione della società.

Inoltre il giorno prima della partenza della Juve per la tournée americana, lo scorso 20 luglio, Bonucci ha potuto rivolgere un discorso alla squadra: una richiesta fatta e accolta dal club. Quanto ad Allegri, che ovviamente ha avallato la sua rottamazione, i due nell'ultimo periodo si sono incrociati varie volte, ma non c'è stato alcun chiarimento.

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