Rimandata di qualche giorno dopo il pareggio con l'Empoli, la festa del Benevento e dei suoi tifosi è cominciata al triplice fischio finale del derby con la Juve Stabia. La vittoria della squadra sannita, ha infatti dato il via ai festeggiamenti per una promozione storica figlia dell'intuito e della passione del presidente Oreste Vigorito: bravo a chiamare Filippo Inzaghi, dopo aver esonerato Cristian Bucchi.

"Il nome di Filippo Inzaghi me lo ha suggerito il prezioso direttore sportivo Pasquale Foggia – ha ammesso il presidente davanti alle telecamere di Dazn – Era estate. Ho chiamato tre allenatori, più o meno famosi, ma in quel momento erano in vacanza. Quando cercai Pippo era appena arrivato a Formentera, il giorno successivo prese un traghetto, un aereo e mi raggiunse. Andammo al ristorante e insieme a Foggia si è subito messo a immaginare la squadra, a far nomi di possibili calciatori: armeggiava coltelli e forchette sul tavolo simulando il campo e il modulo. Ho capito subito che era l'uomo adatto a noi. Lui aveva bisogno di un ambiente che gli facesse capire che, al di là del calcio, esistono rapporti umani. E questo Sud dove non era mai stato era forse proprio quello di cui aveva bisogno".

L'obiettivo di Vigorito e un modello da seguire

Commosso durante l'intervista nel ricordare il fratello, e in attesa di mettere nero su bianco con il suo primo nuovo grande acquisto, Vigorito ha anche tracciato quella che dovrà essere la strada da seguire nel mercato e nella prossima avventura in Serie A: "Prenderemo di certo tre giocatori che hanno esperienza. Siamo tornati in A per rimanerci. Due anni fa non avevamo contezza di quanto fosse difficile il campionato ma abbiamo capito quali sono gli errori da evitare. Stiamo percorrendo un percorso iniziato 12 anni fa: stiamo lavorando e crescendo tutti insieme. Vogliamo imitare l'Atalanta per costruire qualcosa di importante anche qui al Sud".