Il campionato che si è appena concluso e le difficoltà della Juventus, sono un ottimo punto di partenza per un'intervista. Ed è stato così anche per quella con Davide Ballardini, che pochi giorni fa ha accettato di aprirci letteralmente le porte di casa sua per parlare di calcio e della voglia di tornare in panchina dopo l'ultima esperienza. L'attualità la fa da padrone con il momento difficile di Maurizio Sarri che la Juventus ha deciso di esonerare dopo l'eliminazione dalla Champions. "La stagione di Maurizio Sarri non è stata facile, e non sempre si è visto sul campo il gioco e quello che vuole trasmettere alla squadra. La Juventus ha alternato belle partite ad altre più deludenti".

Com'è cambiato il calcio in questi anni?
"È cambiato molto e in meglio, è cambiato nelle due fasi di gioco e nella riconquista della palla. La novità di quest'anno ritengo sia stata il provare a cambiare della Juventus. I bianconeri hanno tentato di raggiungere l'obiettivo in un modo diverso a quelo degl ultimi anni. La stagione di Sarri non è stata facile e non sempre si è vista l'idea del tecnico. La Juventus ha alternato belle partite ad altre più deludenti dal punto di vista dello spettacolo".

Come ha visto Inter e Napoli?
"La squadra di Conte non ha fatto male dal punto di vista dei risultati, poi dopo c'è l'aspetto di come tu raggiungi il risultato. Da quel punto di vista lì, magari si può anche pensare che l'Inter potesse fare meglio. Gattuso è stato bravo a ricompattare la squadra in un momento difficile, ma aspetterei la prossima stagione per vedere se la squadra sarà veramente competitiva".

Quando tornerà in panchina?
"Spero proprio di tornare presto ad allenare. Sono carico e ho tanta voglia. Anche in Serie B? Vediamo chi mi chiama, ma con tutto il rispetto penso di aver dimostrato di meritare la categoria maggiore – ha spiegato il tecnico – A Genova ho lasciato una squadra che si era appena qualificata in Coppa Italia e che era ottava con dodici punti conquistati in sette partite".

Il ricordo di Edinson Cavani, da Palermo a Matador
Dopo un buon piatto di pasta e un bicchiere di vino, consumati a pochi metri dal mare della sua Ravenna, il tecnico ha anche ricordato uno dei tanti giocatori che ha allenato in carriera: Edinson Cavani. "Aveva tutto, era rapido, veloce e resistente. Un grandissimo temperamento, molto tenace, caparbio. Cavani aveva voglia di migliorarsi e quindi si allenava sempre al massimo. Lo alleni e dici: "Questo non può sbagliare".