È stato un epilogo sportivamente atroce per l'Atalanta, sbattuta fuori dalla Champions League nei minuti di recupero mentre stava già accarezzando – nel senso materiale del termine – la possibilità di giocarsi la semifinale e l'accesso alla finalissima. Un traguardo incredibile e inimmaginabile, evaporato sotto i colpi di Marquinhos e Choupo-Moting nel momento di massima pressione del Paris Saint-Germain. Il modo più brutto di perdere, senza alcun dubbio. Ma oltre la delusione, c'è quanto raccontato dal campo. E lo sviluppo della partita coincide con il risultato finale.

Il Paris Saint-Germain ha meritato la vittoria e la qualificazione alla semifinale di Champions. I francesi hanno fatto valere il tasso tecnico superiore e hanno dimostrato di avere una condizione atletica migliore, dominando il secondo tempo e schiacciando l'Atalanta nella sua metà campo come in poche altre occasione, durante questa stagione, era accaduto. Neymar e compagni – con il brasiliano in testa – hanno prodotte tante occasioni da gol, sin dal primo tempo, e ne hanno sprecate in successione. Secondo il dato degli Expected Goals (un indice che esprime il numero di gol previsti in relazione alla qualità delle opportunità create) Atalanta-Paris Saint-Germain sarebbe dovuta finire 0.45-3.14. In parole semplici, stando alle occasioni da gol, è stata una gara da 0-3, eppure fino a pochi minuti dal triplice fischio si era sull'1-0.

Le statistiche: il Paris Saint-Germain ha chiuso con 16 tiri contro i 9 della Dea, che a ridosso del 60esimo minuto ha praticamente smesso di attaccare. Nell'ultima mezzora di partita gli uomini di Gasperini, in evidente riserva di ossigeno, non sono più riusciti a farsi pericolosi in area avversaria e hanno prodotto zero occasioni. Sul versante opposto, partiva il forcing decisivo dei parigini, trascinati da un Neymar in versione leader tecnico e un Mbappé devastante anche a mezzo servizio. L'Atalanta ha dato tutto, ha fatto il massimo delle sue possibilità ed è stata la grande sorpresa del calcio europeo. Ma stasera è stata vittima di un'eliminazione giusta, per quanto crudele.